Se qualche tempo fa chi desiderava un cucciolo e non aveva spazio o tempo da dedicargli si accontentava di un animaletto virtuale detto “tamagotchi“, oggi opterà di sicuro per un’applicazione messa a disposizione da Facebook ovvero Pet Society.
Il Tamagotchi è un gioco portatile creato nel 1996 dal genio nipponico di Aki Mata; il nome deriva dalla complessa unione di tamago, che in giapponese significa “uovo” e sta ad indicare la forma del giocattolo, e del termine inglese watch cioè l’orologio da polso, mentre la i finale viene aggiunta per formare la sillaba giapponese chi che vuol dire affetto. Lo scopo del gioco, come è noto, è quello di prendersi cura di un cucciolo virtuale, nutrirlo, pulirlo, controllarne lo stato di salute e la felicità etc, proprio come si è soliti fare con un animaletto vero.
Da un’idea simile trae spunto Pet Society che si configura come la versione evoluta del Tamagotchi, con qualche funzione in più e un villaggio virtuale in cui far interagire il tuo cucciolo con quello dei tuoi amici. Una sorta di social network per animaletti virtuali che agiscono come esseri umani; fanno shopping, arredano la propria casa, fanno visita agli amici, frequentano un coffee shop e partecipano persino a competizioni sportive tramite cui si possono accumulare monete. L’utente può modificare a proprio piacimento l’immagine, il colore o il sesso del proprio “pet” e creare per lui un appartamento con tutti i comfort, dalla vasca idromassaggio al jukebox, dal camino al letto a baldacchino in tinta con la tappezzeria.
Non solo, in occasione delle festività, come Natale o Halloween è possibile acquistare costumi per l’occasione, oggetti e persino cibo adatto ai festeggiamenti. Come dire, un gioco che si adegua alla visione consumistica che ci viene continuamente propinata!
