Internet a supporto della Dieta

1262463_pear_on_a_dietLunedì mi metto a . Quante volte l’avete pensato? E’ uno dei tanti luoghi comuni che affollano il mondo d’oggi. Così come l’idea che chi sta tutto il giorno incatenato davanti al proprio PC sia destinato a ciccia ed obesità.

A venire incontro a noi appassionati di mouse e tastiera e, lo direi forte, a consolare il nostro spirito e umore, una ricerca pubblicata sul Journal of Medical Research di uno condotto su 1600 partecipanti per cui il web ha fornito un valido strumento di a chi vuol perder peso.

La prima fase ha visto i tester partecipare ad incontri di gruppo guidati in cui si sono segnalate le abitudini alimentari e le si sono migliorate. Chi, al termine dei sei mesi previsti ha perso almeno 4 kg e mezzo, è stato promosso alla fase successiva.

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Il fenomeno YouTube

uno è dei più conosciuti e discussi siti di media partecipativi, il più utilizzato su per la condivisione di video. Ma come viene utilizzato? Perchè è così importante? Quali rapporti ha con le più vaste trasformazioni in corso nella cultura, nella società e nell’economia? Sono tanti e diversi i soggetti che partecipano e contribuiscono a .
Proprio su questo tema è stato scritto un libro, edito da EGEA e scritto da J. Green e J. Burgess, intitolato “”.
, infatti, con la sua possibilità di inserire video amatoriali, offre l’opportunità di affrontare alcuni dei problemi più importanti della cultura contemporanea.

Più intelligente usando Facebook o Twitter?

La Dottoressa Tracy Alloway dell’università di Stirling in Scozia ha seguito uno un pò . Partendo da un programma da lei realizzato per ragazzi dagli 11 ai 14 anni che hanno problemi di apprendimento ha sviluppato una teoria secondo cui chi utilizza sviluppa un maggior numero di attività mentali rispetto a chi predilige altri social network come o , che, secondo la studiosa, attuano un flusso di comunicazione troppo breve, non salutare per il nostro cervello.
e videogames (in particolar modo di strategia) incrementerebbero, invece, l’IQ e l’attività di memorizzazione del cervello.
Bisogna darle ragione? Ai posteri l’ardua sentenza!