I Parlamentari italiani favorevoli a “internet for Peace”

for peace è il progetto portato avanti dalla redazione del giornale informatico . Come già visto in precedenti post, , supportato da nomi illustri come l’iraniana Shirin Ebadi, ha proposto alla candidatura del Nobel per la proprio lo strumento che state ora utilizzando: . Candidatura che presentata lo scorso mese dal direttore di , Riccardo Luna, è stata accettata in Norvegia dall’organo preposto.

In questo nuovo numero di verranno presentati i 160 deputati e senatori italiani (appartenenti a tutte le liste politiche) che si sono dichiarati favorevoli al progetto. Infatti, per poter avanzare una candidatura ad un bisogna avere l’appoggio parlamentare.

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YouTube, Mtv e Wired per “Internet for Peace”

Già vi avevo parlato della proposta di di assegnare il per la ad , in quanto mezzo di comunicazione in cui possono tutti accedere e in cui tutti possono esprimere la loro opinione. Dal 20 Gennaio al 30 Giugno, per sostenere questa iniziativa denominata “ for Peace”, sarà possibile, per ognuno di noi, mandare un su YouTube che interpreti in modo originale e creativo l’essenza stessa dell’obiettivo del manifesto: come messaggero di e di .

internet4peace

Saranno poi i membri della community, proprio seguendo le regole di una vera web, a votare tra tutti i arrivati ed eleggere il vincitore, il cui verrà trasmesso l’autunno prossimo su .

Internet, premio Nobel per la Pace 2010.

370Nel 2010, dopo personaggi come Al Gore e Barack Obama il Nobel per la potrebbe esser consegnato ninte meno che ad . A muovere questa proposta è la rivista “ che, insieme a USA e Uk, lanciato questo progetto, chiamandolo . Molte aziende tra cui Sony Ericsson, Tiscali, Fineco, Fastweb, Microsoft, Telecom , Unendo Energia, Vodafone , Citroën e H3G, e alcuni personaggi illustri, come Shirin Ebadi, Umberto Veronesi e Giorgio Armani, sono già stati coinvolti da questo disegno, unico nel suo genere.

Ma perché scegliere proprio ? Come spiega Riccardo Luna, direttore di , “ è una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza, è la prima arma di costruzione di massa”. D’ora in poi ogni mese, fino a settembre 2010, la rivista riporterà un approfondimento sulle storie di chi, attraverso la rete, contribuisce alla nel mondo.

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