Informazione a pagamento per il Wall Street Journal

Secondo Robert Thomson, caporedattore del Financial Times e della Dow Jones, pare che Rupert sia intenzionato a far pagare l’accesso alle on line del suo gruppo editoriale.Il magnate dell’editoria sta studiando un sistema di micropagamenti per l’accesso ai singoli articoli e una serie di abbonamenti premium che gli utenti potranno sottoscrivere per ottenere pacchetti di pubblicati sul sito del .

Il sistema dovrebbe attivarsi entro la fine dell’anno. L’utente dovrà pagare pochi centesimi di dollaro per ogni singola , una cifra più alta per consultare materiale specifico, circa 100 dollari l’anno per l’accesso a tutti i contenuti del .
I professionisti del settore consideravano già da tempo la possibilità di far pagare i contenuti editoriali pubblicati sul web. Sarà il a intraprendere con decisione questa strada. Secondo altri addetti ai lavori, l’unico modo per stimolare gli utenti a pagare per l’ è quello di puntare sulla qualità della notizia. Altri optano, invece, per l’integrazione di contenuti di qualità ed “extra”, che siano cioè esclusivi.
In Italia si pensa che considerare un sistema di comporterebbe un calo consistente dei ricavi pubblicitari. Forse il sistema di micropagamenti ideato da ha una possibilità di riuscita solo nell’ specializzata, (di settore come quella finanziara) e non in quella generalista. Agli utenti l’ardua sentenza…

YouTube, download di video a pagamento

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YouTube, la celebre piattaforma di streaming video, aveva già dato la possibilità, in via sperimentale per il territorio Americano e limitatamente ad alcuni contenuti, di poter scaricare i video oltre che guardarli on-line.

Da poco, però, grazie anche ad un accordo stretto con Google, alcuni video dovrebbero essere disponibili per il download, ma a pagamento. Il funzionamento del sistema non è ancora del tutto chiaro.
Innanzitutto, almeno all’inizio, il download riguarderà solo i contenuti multimediali di pubblico dominio o distribuiti con licenze “Creative Commons” per la libera condivisione dei contenuti.

Il file scaricato sarà in formato Mp4 ed il pagamento sarà effettuato tramite Google Checkout. Inoltre, da un apposito tasto “My CheckOut”, sarà possibile visionare lo storico dei propri acquisti.

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Obama, il presidente del web

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L’arrivo di alla Casa Bianca ha rappresentato davvero una svolta sotto molti aspetti. Già dalla campagna elettorale si è capito che il presidente avrebbe rivoluzionato l’approccio con i cittadini. Infatti, durante i giorni precedenti all’insediamento, era possibile inviare comunicazioni ad tramite il sito Change.gov, segnalazioni, critiche e suggerimenti che poi sono stati raccolti in un fascicolo e sottoposti alla sua attenzione.

Oltre alla trasparenza ed alla democrazia dal basso, cardini principali della sua politica, ha anche incrementato la comunicazione via Internet.

Il sito della Casa Bianca, sfruttando le tecnologie Web 2.0, ha dato il benvenuto al presidente americano seguendo in diretta minuto per minuto il bagno di folla di nella cittadina di Fort Myers.

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