Internet ci ha Riprogrammati?

diagram_brain_cortexOltre alle nostre abitudini quotidiane, anche il nostro è stato modificato dall’uso quotidiano di . Questa è, in sintesi, la tesi di , a noi proposta nel suo ultimo libro “The Shallows: How the is Changing the Way We Think, Read and Remember”, traducibile come “Acque basse: Come sta cambiando il nostro modo di pensare, leggere e ricordare”.

Dal titolo potete ben capire il tema portante di questo suo scritto, la tesi secondo cui il modo in cui  ci fornisce informazioni, arriva a catturare solo il lato piu’ primitivo del nostro . Ovvero l’utilizzo del starebbe, sempre secondo , facendoci diventare più superficiali, iperattivi, deconcentrati e smemorati.

Stiamo, infatti, diventando lettori fugaci, passiamo da un’informazione ad un’altra senza soffermarci troppo su nessuna di queste: tutto ciò ci può rendere si flessibili, ma anche superficiali. In questo modo  stiamo spegnendo i circuiti cerebrali della profondità, della concentrazione, del pensiero profondo e contemplativo. Ed il pensiero profondo è l’essenza stessa della nostra creatività, per la capacità critica e la memoria a lungo termine.

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Il web è morto, così la pensa Wired

1242081_mouseUn nuovo e acceso dibattito è stato lanciato dall’ultimo numero della rivista dedicata al mondo di internet e delle tecnologie, e intitolato “ is dead. Long live to Internet”.  Secondo questo il mondo del starebbe morendo a causa dell’utilizzo, sempre più frequente, di smartphone, tablet e tante altre tecnologie.

Staremmo dunque passando ad un’epoca post-, in cui internet passerà da un modello basato sui browser, com’è sempre stato, ad uno basato, invece, sulle . Questa è, in sintesi, latesi di uno degli autori dell’, Anderson: analizzando i dati dal 1990 al 2010 il traffico internet è sempre più mediato, infatti, dalle scaricabili sui dispositivi portatili. Tra queste le nostre caselle di posta, i giornali come il New York Times o Le Monde, i social network come o Twitter. Poi, per lavorare, utilizziamo i feed RSS, per rimanere informati, usiamo Skype per telefonare mentre, una volta a casa, guardiamo un film su netflix o ascoltiamo la radio tramite pandora.

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La valigia? La faccio sul web

254375_neatly_packed_suitcaseOgni donna lo passa: il momento in cui prima delle vacanze bisogna fare le valigie. Cosa metterci dentro? Quali vestiti serviranno? Farà freddo, caldo? Ma sopratutto: avrò preso tutto l’essenziale?

A venir in aiuto delle donne, ma anche degli uomini, che aspettano con timore il dover preparare il bagaglio, ecco arrivare il web. Un sito unico nel suo genere è invaligia.com, in cui potete trovare tutta una serie di liste valide per ogni viaggio. Perchè partire con un animale è ben differente dal dover affrontare un viaggio di , così come quando affittiamo una casa abbiamo necessità differenti rispetto a quando si va in hotel. Senza parlare, poi, della differenza abissale che c’è tra una meta di mare ed una di campagna! Tutte queste liste sono un pò da fanatici, ma lo dice il sito stesso, è molto semplice depennare quello che non ci serve!

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Giovani, Internet e Depressione

dipendenza da PC

dipendenza da

I grandi dottori degli Stati Uniti stanno nuovamente effettuando studi su : quello che è ora analizzato è il rapporto tra , adolescenti e depressione.

Secondo un recente condotto in collaborazione tra i ricercatori delle Università di Sidney e Fremantle (Australia), Sun Yat-Sen (Cina) sui comportamenti adolescenziali, i che utlizzano maggiormente , sono più soggetti a cadere in depressione rispetto a chi ne fa un uso più limitato.

Anzi, la possibilità di soffrire di depressione per gli utilizzatori patologici di e’ risultato pari a circa due volte e mezzo rispetto ai normali utenti del .

Lo è stato condotto su un campione di 1.041 di nazionalità cinese, con età media di 15 anni. Al termine dello studiosi è riscontrato un valore direttamente proporzionale tra l’uso crescente di e l’insorgere di fenomeni depressivi, anche su inizialmente liberi da problemi di salute mentale.

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Sette Password per domarli

950829_safety_in_numbersLa paura di una catastrofe che possa mettere scompiglio nel mondo di internet, azzerandone tutti i dati, esiste e, proprio per questo, si è trovata una soluzione “estrema”. Sette esponenti internazionali del mondo dell’informatica e provenienti da differenti parti del mondo sono stati chiamati a salvare l’umanità da questa minaccia.

I Sette uomini sono Paul Kane (Regno Unito), Devil Wooding (Trinidad e Tobago), Norm Ritchie (Canada), Moussa Guebre (Burkina Faso), Jiankang Yao (Cina), Ondrej Sury (Repubblica Ceca) e Dan Kaminsky (Stati Uniti d’America). Nel caso in cui un attacco terroristico, un cataclisma, un bug mondiale o quant’altro bloccherà l’intero sistema , è stato creato una password di ripristino di tutte le informazioni (ovviamente a pericolo scampato!). Si tratta di un codice che sarà in grado di riavviare il DNSSEC (Domain Name System Security), un sistema di estensioni progettato per impedire ai client DNS di dimenticare i dati degli indirizzi DNS.

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Italiani ed internet nel triennio 2007-2010

984784_employee_teamCom’è cambiato il rapporto degli italiani nei confronti di e le sue potenzialità?

Ce lo rivela uno studio dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch, un’associazione nata nel 1990 e finalizzata a  promuovere l’etica nel giornalismo. Proprio in questi giorni ha inaugurato il suo sito web e, per l’occasione, ha effettuato un sondaggio su un campione di nostri connazionali di età compresa dai 18 ai 60 anni. Sono state poste loro le stesse domande che vennero fatte ad un campione simile nel 2007.

Cosa ne è emerso?

Attualmente sono il 39% gli italiani che leggono abitualmente un quotidiano online, il 33% ad acquistare online , e ben il 59% di noi  usa social network, mentre nel 2007  a leggere i quotidiani era solo un quarto della popolazione e lo shopping online era praticato dal 14% degli italiani. Il vero boom, però è dato dai social networks: se oggi sono utilizzati dal 59%, tre anni fa questa percentuale era solamente del 12%. Sarà, per caso, colpa di Facebook?

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Internet a supporto della Dieta

1262463_pear_on_a_dietLunedì mi metto a . Quante volte l’avete pensato? E’ uno dei tanti luoghi comuni che affollano il mondo d’oggi. Così come l’idea che chi sta tutto il giorno incatenato davanti al proprio PC sia destinato a ciccia ed obesità.

A venire incontro a noi appassionati di mouse e tastiera e, lo direi forte, a consolare il nostro spirito e umore, una ricerca pubblicata sul Journal of Medical Research di uno condotto su 1600 partecipanti per cui il web ha fornito un valido strumento di a chi vuol perder peso.

La prima fase ha visto i tester partecipare ad incontri di gruppo guidati in cui si sono segnalate le abitudini alimentari e le si sono migliorate. Chi, al termine dei sei mesi previsti ha perso almeno 4 kg e mezzo, è stato promosso alla fase successiva.

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Internet e la sua diffusione: alcune statistiche

1189105_advanced_pie_3In quali paesi è più presente? Quale nazionalità utilizza di più la rete e in che percentuale? Internet World Stats ha condotto un’ a riguardo.

Il 26,6% della popolazione mondiale utilizza la rete. I continenti la cui la penetrazione di questo strumento multimediale è maggiore sono, ovviamente, il Nord America (76,2%), l’Oceania (60,3%) e l’Europa (53%). La percentuale di popolazione inferiore è nel Sud del Mondo, e quindi troviamo Africa (8,7%) e Asia (20,1%).

Per quanto riguarda i paesi più presenti in , l’ si “piazza” ad un più che dignitoso 14esimo posto, dopo paesi densamente popolati, come Cina ed India, o ad alto sviluppo industriale e tecnologico, come USA, Gran Bretagna, Giappone o Germania. Ma anche paesi che non mi sarei mai aspettata di vedere come Iran, Turchia, Corea del Sud e Nigeria. Dopo di noi troviamo Spagna, Canada e Messico.

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Internet e le nuove generazioni

Una ricerca Bva ha appena tracciato l’identikit della Generazione Y, cioè tutti i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni nati proprio all’epoca di . Uno commissionato da più di 40 società valutate nella borsa francese ecco come ha descritto i giovani d’oggi. Per loro la vita è un gioco, colgono l’attimo, sempra con musica e cellulare (possibilmente l’iPhone di Apple) nelle orecchie, anche quando studia. Gli oggetti per casa e vita comune li compra di seconda mano ma su eBay.

Intanto il di contagia anche i più grandi, i lavoratori e non solo i giovani studenti. Ad essere messo in causa è il rapporto di Facebook e le aziende: i direttori del personale affermano che il social network blu possa essere addirittura utile per le società. Qui si discute e da dibattiti in rete nascono spesso proposte interessanti per l’impresa. Ovviamente bisogna evitare gli abusi chi, invece di lavorare rimane tutta la giornata sul social network.

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La nuova moda dell’estate: internet in spiaggia

internet_wireless_spiaggia1_largeNuova moda in spiaggia: dopo super tecnologiche sdraio, confort di tutti i generi, animazioni e sessioni di ginnastica ecco arrivare .

Quest’anno sotto l’ombrellone niente più libri, settimane enigmistiche o riviste di gossip, ma e .

Tutti i lidi d’Italia stano pian piano convertendosi alla rete Wi-Fi: una mania che sta contagiando tutto il nostro Paese. Il fatto è sottolineato del numero crescente di dispositivi portatili che stanno vendendo in tutto il nostro Paese: non solo Notebook, ma anche Smartphones, o i prodotti della grande famiglia Apple.

Proprio a riguardo è nato ad imperia un consorzio che unisce otto stabilimenti della provincia di Imperia e che offre non solo l’utilizzo gratuito della rete, ma anche il noleggio gratuito di per poter navigare.

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