Video Shock: il web in rivolta

Video Shock

Video Shock

Nella giornata di ieri vi sarà sicuramente capitato di vederlo, il video shock che ha scosso animalisti e non solo, in cui una ragazza bionda, con indosso una felpa rossa (probabilmente per coprirsi parte del volto) compie atti davvero da far rabbrividire chiunque abbia un pò di sensibilità. Durante i 44 secondi di riprese si vede la giovane prendere dei cagnolini appena nati da un secchio blu, per poi lanciarli uno ad uno in un fiume. Quale sia la loro sorte è, purtroppo, palese e chiara.

Dopo il recente caso in cui una signora inglese buttava un gatto in un cassonetto, come un normale sacchetto di immondizia, il web è insorto ed è subito iniziata la caccia alla ragazza. Il problema è che di lei non si conosce nemmeno la nazionalità, c’è chi dice sia croata, e addirittura l’avrebbe identificata con la persona di Antonia Misckic, chi tedesca. Fatto certo che la caccia sul web è cominciata e il gruppo su Facebook ha già milioni di fan.

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Diaspora, l’anti Facebook

Anti-Facebook

Anti-Facebook

Direttamente dai dormitori della New York University potrebbe arrivare il in grado di scalzare l’egemonia di Facebook. Si chiama , è stato creato da quattro universitari, e verrà lanciato sul web il prossimo. Nato come un passatempo estivo di questi sconosciuti ragazzi, Ilya, Raphael, Maxwell e Daniel, potrebbe diventare un progetto serio e di successo, proprio come è avvenuto per altri Big del settore, in primis Google o lo stesso Facebook.

I suoi punti di forza, ovvero le differenze e migliorie rispetto al re dei saranno la privacy (tanto criticata dai fruitori di Facebook), il totale dell’utente e l’Open Source (ognuno potrà contribuire a rendere migliore).

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Google: presto il film

Recentemente è uscito Facebook, il film dedicato al blu, anche se in Italia avevamo potuto già avere un assaggio nostrano con il non troppo fortunato Faisbum, sta per arrivare un nuovo film sempre ambientato nel nostro amato internet.

Sergey Brin e Larry Page

Sergey Brin e

Presto, infatti, verranno fissati su celluloide la storia e le imprese di , dalla sua fondazione, al suo successo, parlando così della vita di Sergey Brin e .

Tratto dal libro di Ken Auletta, giornalista del The New Yorker, “Googled: The End of the World As We Know It” , il film sarà prodotto da Columbia Pictures e vedrà in regia David Fincher.

Sicuramente il film sarà molto interessante e farà certamente capire a tutti noi, anche chi è più esterno alle vicende di Mountain View, di come questa azienda sia cresciuta al punto tale di esser chiamata “Grande G”. Speriamo solo che la storia non assuma toni mielosi, zuccherini e sprigioni solo amore e bontà universali.

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Germania: verso una legge per la privacy in Facebook

facebook-privacyProbabilmente verrà approvata entro la fine della settimana la nuova tedesca riguardante il diritto dei lavoratori e la loro privacy che passerà proprio domani al vaglio del bundestag. E appena sentiamo la parola privacy, in ambito web, non possiamo che pensare a Facebook, e tutte le lamentele con relative migliorie riguardo l’argomento.

E proprio un punto di questa proposta di tocca il social network blu e tutti i suoi simili, a partire da Twitter: i dirigenti, infatti, non potranno più controllare i social network per studiare i profili delle persone in cerca di un lavoro nella propria azienda. Potranno, invece, continuare a fare ricerche su di loro in Google.

Da una recente statistica è, infatti, emerso, che il 35% dei candidati verrebbe scartato proprio a causa del loro profilo su Facebook e simili.

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I rapporti di lavoro ai tempi di Facebook

facebook_spyScagli la prima pietra chi non ha mai utilizzato il blu per la vita di qualcun altro, capire una qualche sua debolezza o cercando una sua passione! Ma avete mai pensato di essere voi stessi ad essere spiati? E se a controllare il vostro profilo fosse proprio il vostro capo?

L‘Adico, l’Associazione italiana per il marketing, ha condotto un’indagine online sui comportamenti di 412 marketing manager italiani: il 30% di loro ha confessato di aver utilizzato facebook o per controllare dipendenti e colleghi. Un dato impressionante ma comunque sottostimato: quando si eseguono indagini del genere, infatti, bisogna considerare che non tutti dicono la verità su questioni “spinose”. Infatti, la percentuale sale al 45,5% quando gli si chiede se solo ipoteticamente Facebook e compagni siano uno strumento di marketing “adeguatamente efficace”.

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Scopre le seconde nozze del marito su Facebook

FaceBook piace a molti perchè permette di rincontrare vecchi amici, rimanere semplicemente in contatto con chi è geograficamente lontano e, lo ammetto, anche per curiosare nella vita dei nostri conoscenti. Ma se scoprissimo di essere cornuti proprio attraverso il social network? Questa eventualità, accaduta più e più volte (o almeno ha fatto pensare molti fidanzati gelosi), forsae non si era mai manifestata in modo così curioso.

La quarantunenne americana di Cleveland Lynn France, sospettando un tradimento da parte del marito, ha deciso di effettuare una ricerca sul social network utilizzando il nome della presunta amante. Dopo aver trovato la donna, ha iniziato a curiosare nelle sue foto e, arrivata a quelle delle nozze, ha fatto l’amara : il suo consorte, era qui presente. Ma non in veste di ospite, bensì di sposo della donna.

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CowCliker, il gioco che prende in giro Farmville e simili

CowCliker

CowCliker

Stanchi di ricevere inviti dai tuoi amici per aiutarli a costruire la loro fattoria virtuale, soggiornare nel loro splendido hotel, partecipare a strani giochini per fargli aumentare crediti, denaro o vite?

Ian Bogost, esperto di videogiochi, designer e giornalista, sicuramente lo è. E questo suo stato d’animo lo ha portato a creare a sua volta uno di questi giochini in flash che hanno invaso il social network blu. Ha così creato un’ironica applicazione per Facebook, una sorta di presa in giro di tutti questi giochi che ci hanno invaso. Si chiama Cow Cliker ed è totalmente giocabile, anche se il suo gameplay è estremamente scarno e decisamente semplice: il gioco consiste nel cliccare con il muose sopra la propria mucca che, a questo punto, emetterà un muggito. Ma attenzione! Potete cliccare una sola volta ogni sei ore. Inoltre, anche in questo caso potete invitare amici o comprare la possibilità di cliccare più volte al giorno (ovviamente con soldi reali).

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Internet e le nuove generazioni

Una ricerca Bva ha appena tracciato l’identikit della Generazione Y, cioè tutti i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni nati proprio all’epoca di . Uno studio commissionato da più di 40 società valutate nella borsa francese ecco come ha descritto i giovani d’oggi. Per loro la vita è un gioco, colgono l’attimo, sempra con musica e cellulare (possibilmente l’iPhone di Apple) nelle orecchie, anche quando studia. Gli oggetti per casa e vita comune li compra di seconda mano ma su eBay.

Intanto il mondo di contagia anche i più grandi, i lavoratori e non solo i giovani studenti. Ad essere messo in causa è il rapporto di Facebook e le aziende: i direttori del personale affermano che il blu possa essere addirittura utile per le società. Qui si discute e da dibattiti in rete nascono spesso proposte interessanti per l’impresa. Ovviamente bisogna evitare gli abusi chi, invece di lavorare rimane tutta la giornata sul .

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Il Facebook arabo: Ikwhanbook

Sta nascendo un network alternativo a . Fin qui nulla di nuovo: potrebbe sembrare l’ennesimo sito che nasce per fare concorrenza al blu, ma non è così. Si tratta di Ikwhanbook.com, la versione islamica di ,un network alternativo, finalizzato a trovare non solo amici generici o che han frequentato le nostre stesse scuole, bensì incontrare persone che la pensano alla stessa maniera. Il sito, creato dai , sarà lanciato nelle prossime settimane, sebbene sia già attivo, e andrà ad affiancarsi ai suoi simili, di ispirazione islamica, come Ikhwansearch, IkhwanTube e IkhwanWiki (Ikhwan in indica la Fratellanza). Uno dei creatoridel sito, Mosab Ragab, ha spiegato che per poter esplorare i suoi contenuti bisognerà registrarsi e sarà poi possibile importare foto, contatti e amici direttamente dal più famoso .

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Facebook: rivendicato l’84% delle azioni

Nuovo giallo intorno a . Qualche mese fa si era discusso sulla legittima paternità di Mark Zuckemberg del social network blu, oggi spunta un nuovo socio. Un , per la precisione, di nome Paul D. Ceglia, designer di New York che sostiene di aver firmato un contratto, nell’ormai lontano 2003, per realizzare la grafica del neonato sito: lavoro che sarebbe dovuto essere retribuito con 1000 Dollari, il 5% delle ed un ulteriore 1% in più per ogni giorno passato fino alla realizzazione del sito, completato in 34 giorni. Un totale, quindi dell’84% di , una percentuale che farebbe pensare all’uomo come unico proprietario del social network e che fa rabbrividire solo a pensare alla cifra da corrispondere.

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