A.A.A. Vendesi MySpace

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Un tempo MySpace era sulla bocca di tutti, considerato il Social Network per eccellenza e da tutti frequentato. Con l’arrivo di altri servizi, Facebook e Twitter in primis, però, è iniziato il suo lento declino e diventando principalmente la piattaforma dei giovani musicisti, talenti che utilizzano gli strumenti presenti in MySpace per far conoscere la loro arte.

Ma MySpace non se la sta passando molto bene: di qualche giorno fa la decisione di licenziare il 47% del personale, ovvero 500 suoi dipendenti, decisione non semplice, preceduta da un precedente licenziamento del 30% circa dei dipendenti, da un cambiamento dell’amministratore delegato, una revisione della grafica del sito e perfino un accordo siglato col rivale Facebook. Ma nulla è servito.

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Murdoch: un prezzo per l’informazione

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In controtendenza con quanti sostengono che l’informazione debba essere libera ed accessibile a tutti, sopratutto se il processo avviene tramite media digitali come Internet, Rupert Murdoch, il magnate della News Corp, adotta invece una visione diametralmente opposta.

Murdoch, infatti, dice basta all’informazione on-line, gratuita e realizzabile da con il contributo di chiunque e, per preservarne la qualità, auspica un ritorno delle forme tradizionali di informazione e l’accesso ad esse previopagamento.

Internet e i nuovi strumenti del Web 2.0 hanno permesso di creare una rete di informazione ricca, ma spesso poco attendibile o di basso livello ed il suo successo però è stato decretato anche dal fatto che si tratta di un media assolutamente gratuito e quindi che risponde in pieno alle esigenze di oggi in pieno periodo di crisi economica.

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