Il giallo del Canale di Clio Make-Up

Clio Make-Up

Clio Make-Up

La conoscono in tanti sul web grazie al suo sorriso ed al suo YouTube in cui da ormai un anno e mezzo carica video tutorial dove mostra a ragazze di tutte le età l’arte del truccarsi.

E’ Clio Make-Up, all’anagrafe Clio Zammateo, la bellunese che, trasferitasi per amore a New York, ha frequentato un corso di make up ed è diventata una make up artist con un seguito sempre maggiore sul suo di , tanto da essere arrivata a superare i 38 mila iscritti.

Sabato mattina (20 Febbraio 2010), però, il della ventisettenne è stato chiuso da per motivi ancora sconosciuti e, la povera fanciulla è comparsa in tutto il suo pianto e tristezza sull’account del marito per spiegare che la cosa non era colpa sua.

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Facebook, interviene Maroni: “Stop alla pagina anti-Berlusconi”

Chiudere la pagina “Uccidiamo ”. Cancellarla dai server perché rappresenta un “problema di cultura”. Così il ministro degli Interni Roberto Maroni ha annunciato la volontà di chiudere il gruppo “Uccidiamo ”. Il gruppo tocca le 17mila unità e sul web si da la caccia ai “digital killer”. Prosegue l’indagine della procura di Roma. La replica del Pd: “Esistono 180 gruppi contro Franceschini, chiudiamo anche quelli”. C’è da tempo un gruppo “A morte Marco Travaglio” e così via. E sul suo blog, Alessandro Gilioli fa la lista dei siti stranieri simili a “Uccidiamo ”. E titola: “Maroni, cliccare prima di parlare”.

Per il ministro “non esiste un paese al mondo dove qualcuno può scrivere su un sito uccidiamo il premier”. Ma questo, come dimostra Gilioli, non è vero. Maroni parla di “apologia di reato” e di un “problema di cultura”. Una strada pericolosa, soprattutto “se passa il concetto che uno può scrivere impunemente queste cose”. Il rischio previsto da Maroni è “che poi a qualcuno venga in mente di metterle in atto”. E ancora: “Non riesco a capacitarmi che ci sia qualcuno che possa esprimere l’intenzione di uccidere un’altra persona”. Poi l’auspicio: “Sarebbe utile che si smettesse questo atteggiamento di demonizzazione dell’avversario politico. Sono molto preoccupato perché ciò rischia di sfuggire al controllo”.

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