Popoli e politiche
Scritto Giovedì 4 Marzo 2010 da dalessandro
Internet for peace è il progetto portato avanti dalla redazione del giornale informatico Wired. Come già visto in precedenti post, Wired, supportato da nomi illustri come l’iraniana Shirin Ebadi, ha proposto alla candidatura del Nobel per la pace proprio lo strumento che state ora utilizzando: internet. Candidatura che presentata lo scorso mese dal direttore di Wired Italia, Riccardo Luna, è stata accettata in Norvegia dall’organo preposto.
In questo nuovo numero di Wired Italia verranno presentati i 160 deputati e senatori italiani (appartenenti a tutte le liste politiche) che si sono dichiarati favorevoli al progetto. Infatti, per poter avanzare una candidatura ad un premio nobel bisogna avere l’appoggio parlamentare.
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Tag:internet for peace, italia, pace, premio nobel, wired
Scritto Sabato 25 Luglio 2009 da Thomas Cateni

Un’imposizione di restrizioni all’uso di Skype è stata chiesta da un’importante società telefonica russa, richiesta giustificata dalla costante paura derivata dalla minaccia economica proveniente dai programmi VoIP.
L’Unione Russa degli Imprenditori e degli Industriali sta creando una legge contro i programmi VoIP, che permettono agli utenti di parlarsi tramite Internet a tariffe molto più convenienti di quelle imposte dai gestori telefonici nazionali ed internazionali.
Vitaly Kotov, vicepresidente della Russian Railways, si rivolge direttamente ai politici chiedendo loro di impedire che i servizi VoIP causino “un calo probabile ed incontrollato dei profitti dei principali operatori di telecomunicazioni”.
L’Unione Russa degli Imprenditori e degli Industriali ammette che entro il 2012 il 40% delle telefonate potrebbero essere effettuate utilizzando la tecnologia VoIP.
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Scritto Venerdì 24 Luglio 2009 da Thomas Cateni
L’elettroshock per curare la dipendenza da Internet ora è vietato in Cina, in quanto vi è incertezza sui risultati prodotti da tale terapia (la critica mediatica ha avuto una grande influenza su questa decisione).
L’annuncio del ministero della Salute è la conseguenza del caso di Linyi, nella provincia di Shandong, dove uno psichiatra ha utilizzato scariche elettriche a quasi 3.000 adolescenti per persuaderli dall’utilizzo di Internet. La cura ha un costo mensile di 805 dollari. I ricoverati non possono avere alcun contatto con l’esterno.
Il governo cinese aveva precedentemente condotto una campagna contro la dipendenza dalla rete, nella quale motissimi giovani annichiliscono le proprie capacità, a discapito del loro futuro.
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Scritto Venerdì 24 Luglio 2009 da Thomas Cateni
Molte regioni si domandano se Internet possa davvero essere la risposta per vincere il periodo di crisi che ormai si vive in Italia. Potrebbe essere in effetti uno strumento di validità informativa per la nazione e per il mondo, ma va utilizzato con sapienza e raziocinio. Si riporta una interessante discussione avvenuta con il presidente dell’Associazione albergatori di Trento Natale Rigoni, al quale vengono chiesti pareri in merito al portale www.italia.it come strumento di promozione per il turismo in Trentino:
Natale Rigotti, presidente dell’Associazione albergatori del Trentino, il portale www.italia.it può essere una risorsa oppure bastano i siti dell’Apt?
Io credo possa essere molto utile ed importante, ma è indispensabile che venga costantemente aggiornato. Questo sito può diventare una vetrina per l’Italia all’estero: ci può collegare con il mondo anche perché è tradotto in molte lingue.
Il Trentino spicca per la natura ed il wellness, mentre non è citato nell’enograstronomia o per lo sport. Cosa ne pensa?
Ho parlato qualche giorno fa proprio col ministro Brambilla e le ho detto che, come associazione albergatori, le manderemo un documento nel quale chiederemo che nello spazio dedicato al Trentino vengano inseriti altri temi che ci valorizzino.
E secondo lei su cosa si deve puntare per sponsorizzare il Trentino?
Innanzitutto sulla bellezza delle nostre montagne, che sono diventate anche patrimonio dell’umanità. Ma poi anche sul turismo sportivo, sulle nostre ciclabili, sui bellissimi laghi e sulla qualità degli alberghi presenti su tutto il territorio.
A proposito, il sito offre l’opportunità di collegarsi direttamente con tutti gli hotel…
Sì, e questo può essere davvero molto utile perché ci permette un contatto diretto con chi desidera visitare il Trentino.
Il portale potrà sfidare la crisi? Come sta andando la stagione?
Nei mesi di maggio e giugno abbiamo subito un calo di presenze attorno al 7-8%, ma in linea col resto d’Italia. Resto ottimista.
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Scritto Lunedì 29 Giugno 2009 da Maria Cristina Locuratolo
A partire da mercoledì prossimo, il governo cinese ha ordinato che i personal computer venduti in Cina debbano uscire dalla fabbrica con il filtro software Green Dam, mirato a bloccare immagini oscene e, dicono i critici, a funzionare come deterrente per il dissenso politico. E’ questa l’ultima iniziativa del partito comunista per controllare Internet, che ha circa 300 milioni di utenti in Cina, secondo il China Internet Network Information Center. Ma gli ostacoli a questo tipo di controlli saranno numerosi come negozi e chioschi che vendono computer, software e pornografia. Contro il filtro web imposto dal governo, Mao Shoulong, professore di strategie pubbliche alla Renmin University ribatte “Il progetto Green Dam è una grave violazione alle leggi di mercato. I governi non dovrebbero imporre un tipo particolare di marchio o software”. Il professore continua dicendo: “In pratica l’impatto sarà limitato. E’ un software facoltativo e non si può controllare facilmente un settore di vendita così frammentato. le grandi aziende seguiranno gli ordini ma chi può imporli a migliaia di piccole?”.
Rispetto al clamore suscitato a livello mondiale, sopratutto dai difensori dei diritti civili e da Washington, molti negozianti cinesi che venderanno computer dotati del sistema si sono dimostrati poco informati e rassegnati.
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Tag:cina, diritti civili, filtro web, green dam, leggi di mercato, partito comunista, pc, software
Scritto Lunedì 22 Giugno 2009 da Maria Cristina Locuratolo
In Germania una nuova normativa al vaglio del Governo propone di rendere illegale qualsiasi gioco dai contenuti violenti e inadatti. Caso analogo nel Regno Unito che renderà illegale la vendita dei videogame ad utenti di età diversa da quella indicata sulla confezione del gioco. Secondo quanto riportato dal testo della normativa, saranno fuorilegge tutti quei titoli in cui “lo scopo principale è quello di eliminare persone o perpetrare altri tipi di cruenti o inumani atti di violenza contro umani o contro personaggi umanoidi”. Il testo della nuova legge sarebbe stato approvato all’unanimità da tutti i 16 territori che compongono la Germania, e sarebbe attualmente in attesa di approvazione da parte del Parlamento tedesco, che potrebbe dare l’approvazione entro la fine dell’estate. La motivazione di misure così restrittive sarebbe da ritrovarsi nell’influenza negativa che tali giochi possono avere soprattutto sui minori, ipotesi a loro parere comprovata da recenti fatti di cronaca, non ultimo quello che ha visto un dodicenne trucidare una dozzina di persone imitando le mosse di uno dei suoi videogame preferiti, ovvero Counter-Strike. I videogames troppo cruenti e violenti possono turbare la psiche dei più piccoli, e portarli ad emulare i personaggi del gioco, oppure possono, in qualche modo, far affiorare in soggetti già predisposti, dei comportamenti aggressivi e spesso socialmente pericolosi.
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Tag:germania, leggi, regno unito, videogames
Scritto Lunedì 22 Giugno 2009 da Maria Cristina Locuratolo
Un comunicato il direttore delle comunicazioni di Google, John Pinette, scrive in un comunicato stampa:
“Google farà tutti i passi necessari per rimuovere la pornografia dal suo portale in lingua cinese”, rispondendo così alle critiche delle autorità di Pechino che avevano attaccato Google.cn ed altri siti web, responsabili della diffusione di contenuti pornografici.Google dichiara aver già incontrato i membri del governo e di aver ”intrapreso una revisione del servizio in modo da fare tutti i passi necessati per risolvere i problemi”. Secondo il China’s Internet Illegal Information Reporting Centre (CIIRC), sono stati oltre mille i siti web bloccati dalle autorità cinesi per aver distribuito materiale pornografico ed oltre 4.000 gli altri chiusi per diversi motivi. Alla fine del 2008, il numero degli utenti in Cina, che ha 1,3 miliardi di abitanti, una cifra esorbitante quasi pari all’intera popolazione degli Stati Uniti. La decisione di imporre un filtro che blocca alcuni siti sgraditi al governo di Pechino non è stata ben accolta dagli internauti, i quali hanno inondato la rete con le loro proteste.
La controversia sul software, chiamato Green Dam, è scoppiata quando alcuni dei grandi produttori di personal computer hanno raccontato di essere impegnati sul problema del filtro, necessario per ”proteggere i giovani” dai siti web pornografici,con funzionari del governo cinese. La battaglia infuria sul web, ma non credo porterà le autorità a riconsiderare la decisione.
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Tag:autorità, CIIRC, cina, filtro, Google, green dam, pornografia
Scritto Giovedì 18 Giugno 2009 da Maria Cristina Locuratolo
Lo scorso lunedì pomeriggio Jared Cohen, funzionario del Dipartimento di stato ha mandato una mail a Jack Dorsey, il cofondatore di Twitter per chiedergli di rinviare di due giorni le attività di manutenzione al sito previste, in modo che potesse ancora funzionare Twitter in Iran.
Secondo il New York Times, l’amministrazione americana ha trasformato Twitter in un social media che ha un ruolo chiave contro tutti i regimi autoritari.P.J. Crowley assistente alla Segreteria di Stato statunitense per gli affari esteri ha dichiarato «tutto ciò è perfettamente coerente con la nostra politica. Twitter sta giocando un ruolo molto importante in questo momento in Iran. Non potremmo farci scappar via questa opportunità». Questo interesse verso i blogger e il loro ruolo ha attirato l’attenzione del regime iraniano, il quale tramite i potenti Guardiani della rivoluzione ha messo in guardia i siti accusandoli di «creare tensione».
La nuova amministrazione americana ha al suo interno persone che provengono dal mondo dei blog e dei social network, come il 27 enne Jared Cohen, l’uomo che ha mandato la mail a Twitter e il più giovane tra i membri del Dipartimento di Stato, il quale dopo essersi laureato alla Stanford University ha lavorato con Twitter, YouTube, Facebook ed è stato impegnato a promuovere questi mezzi anche in Iraq, prima che in Iran. Il mese scorso Jack Dorsey e altri dirigenti della Silicon Valley, erano andati su indicazione del Dipartimento di Stato a Baghdad per discutere col vice Primo Ministro di come ricostruire nel paese le reti di informazione, presentando anche agli iracheni le risorse di Twitter.
Non vi è ormai dubbio che Twitter sia un veicolo indispensabile di informazioni sull’Iran, dopo che gli oppositori del presidente Ahmadinejad erano scesi in strada accusandolo di aver falsato i risultati elettorali, che lo avevano confermato nella sua carica per altri quattro anni.Ben consapevoli della popolarità di Twitter, i Pasdaran, le guardie della rivoluzione, avrebbero intimato ai blogger locali di eliminare contenuti giudicati lesivi dell’integrità dello stato.
Due giorni fa mentre a Teheran infuriava la protesta, a San Francisco, sede ufficiale di Twitter, era stato programmato un upgrade la cui implementazione avrebbe costretto tutti i blogger al silenzio per almeno un’ora: una porzione di tempo considerevole in un contesto come quello iraniano. Il Dipartimento di Stato americano avrebbe ordinato ai vertici di Twitter di rimandare di qualche ora la manutenzione del sito: Biz Stone, co-fondantore di Twitter, ha confermato sul blog ufficiale di aver riprogrammato l’upgrade alle 14:00 ora statunitense, 1.30 del mattino in Iran. Tuttavia Stone non ha menzionato di aver ricevuto pressioni dal governo USA nel posticipare la manutenzione.
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Scritto Giovedì 4 Giugno 2009 da Maria Cristina Locuratolo
Curiosità dal mondo. L’ultima, in ordine cronologico arriva dal Giappone. Con un’offerta di 30 mln yen una compagnia immobiliare di Osaka si è aggiudicata su un’asta online la proprietà di una scuola elementare. La scuola, che si trova a Niikappu, nell’isola settentrionale di Hokkaido, è stata chiusa per mancanza di alunni e messa in vendita sul portale Yahoo! Auctions, insieme ad altri tre istituti dall’amministrazione locale che aveva tentato invano la vendita tradizionale. Il vincitore dell’asta, Mitaka Club, intende fare della ex scuola un museo d’arte. Il comune di Niikappu, in Giappone, ha messo all’asta su internet 4 scuole elementari lo scorso Aprile, chiuse dallo scorso anno per mancanza di alunni. La piccola cittadina, 5.900 abitanti nell’isola di Hokkaido, ha scelto la via delle aste online come ultima spiaggia per tentare di risollevare le sorti ldelle disastrate casse pubbliche, dopo aver cercato invano un acquirente per i quattro immobili ormai inutilizzati. La crisi demografica è un problema che sta assumendo proporzioni sempre più gravi in Giappone.
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Scritto Venerdì 29 Maggio 2009 da Maria Cristina Locuratolo
Barack Obama dichiara guerra agli hacker. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato oggi l’intenzione di nominare un coordinatore per la sicurezza informatica, il quale entrerà a far parte dello staff che si occupa della sicurezza nazionale. ”La minaccia cibernetica è una delle sfide più serie sulla sicurezza che la nazione deve affrontare”, ha detto Obama parlando nel corso di un discorso alla Casa Bianca dedicato alla sicurezza del cyberspazio. Il piano dell’amministrazione degli Stati Uniti giunge dopo numerosi episodi di violazione subiti dai computer americani da parte di spie industriali ed hacker. Washington ritiene che spesso queste “intrusioni” informatiche possano essere coperte dai servizi di sicurezza stranieri, come quelli di Russia e Cina. ”Possiamo e dobbiamo fare di piu”’, ha proseguito Obama, rivelando l’intenzione di rivedere ”da cima a fondo” le infrastrutture della rete americana e la loro vulnerabilità agli attacchi dei cyber-criminali. Il presidente ha aggiunto: “I nostri network militari e di sicurezza sono costantemente sotto attacco”. Le Reti saranno quindi trattate come asset strategici nazionali e protette’ da un apposito ufficio detto “Zar” per la sicurezza digitale.
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