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Il web è morto, così la pensa Wired

1242081_mouseUn nuovo e acceso dibattito è stato lanciato dall’ultimo numero della rivista dedicata al mondo di e delle nuove tecnologie, e intitolato “ is dead. Long live to ”.  Secondo questo il mondo del starebbe morendo a causa dell’utilizzo, sempre più frequente, di smartphone, tablet e tante altre nuove tecnologie.

Staremmo dunque passando ad un’epoca post-, in cui passerà da un modello basato sui browser, com’è sempre stato, ad uno basato, invece, sulle . Questa è, in sintesi, latesi di uno degli autori dell’, Anderson: analizzando i dati dal 1990 al 2010 il traffico è sempre più mediato, infatti, dalle scaricabili sui dispositivi portatili. Tra queste le nostre caselle di posta, i giornali come il New York Times o Le Monde, i social network come Facebook o Twitter. Poi, per lavorare, utilizziamo i feed RSS, per rimanere informati, usiamo Skype per telefonare mentre, una volta a casa, guardiamo un film su netflix o ascoltiamo la radio tramite pandora.

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Influenza suina, il virus corre sul Web


L’ miete numerose vittime in Messico e le notizie circa la pericolosità del che la provoca si diffondono rapidamente anche negli altri Paesi. Neppure il World Wide rimane però escluso dal rischio di contagio.

Tra l’altro, guardando la televisione, ascoltando la radio e leggendo il giornale i vari media presentano quasi tutti la stessa situazione suscitando molto spesso inutili allarmismi. Il , invece, reagisce nei modi più disparati.

Sembra strano che manchi ancora un worm ispirato all’influenza dei maiali, ma ovviamente anche questi malware con molta probabilità si diffonderanno nei prossimi giorni. Invece, sono già più di centinaia i domini registrati con nomi che richiamano alla possibile , “swineflu”, “swinefluremedy”, “swineflutalk”, “swineflutest”, “swineflusurvival”, “swineflutv”.

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Il caso di Eluana sul web

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Ovviamente non poteva non essere assente nel caso di attualità che ha interessato l’Italia, e non solo, in questi giorni. Si tratta di , la ragazza in stato vegetativo fin dal 1996 a seguito di un incidente. La decisione del padre, Beppino Englaro, di staccare la spina che la teneva in vita per assicurare la fine delle sue sofferenze, dopo una lunga battaglia, ha trovato un duro scoglio nei medici ed anche nel mondo politico.

L’intera popolazione si è mobilitata, in vari modi, per sostenere o criticare la volontà del padre di Eluana e non sono mancate le dimostrazioni anche su .

Tanti infatti i gruppi su Facebook nati a sostegno di Beppino Englaro e tanti altri, invece, quelli che si schierano contro. In questi giorni, hanno fatto la loro comparsa anche molti siti , come YouTube, e blog dedicati alla povera Eluana.

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