New York Times

La morte di Michael Jackson manda in tilt il web

La notizia della morte del Re del Pop, , ed il lutto mondiale poi ha avuto effetti immediati sul web. In tilt e per il numero di utenti che si sono connessi subito dopo la diffusione della tragica notizia, annunciata dal sito statunitente . Un portavoce di ha dichiarato alla Bbc che di fronte ai milioni di utenti che hanno digitato quasi contemporaneamente il nome del re del pop si è pensato ad un attacco informatico. è stata presa d’assalto, molto di più rispetto a quanto era accaduto in questi giorni con la crisi iraniana. La ha fatto il giro del mondo: in prima pagina su tutti i portali delle maggiori testate di tutto il globo, da Los Angeles, luogo del decesso, a Roma, da Londra a Hong Kong. è andato in tilt, dopo che in brevissimo tempo gli aggiornamenti sul re del pop erano diventati 66.500. I messaggi di contenenti la parola sono stati più di 100mila l’ora. Anche il sito di gossip , che per primo ha annunciato la morte di Jackson, è andato rapidamente in tilt per troppe richieste di accesso. Su YouTube in testa da due giorni filmati sulla morte dell’artista, sulla notizia annunciata dai tg, videoclip e tributi alla memoria. Su Facebook, in modo analogo, si diffondono gruppi, immagini, dediche e video in onore di Jackson. Così come è stata pubblicata rapidamente da tutti i più importanti siti, la foto che lo ritrae morente con una maschera d’ossigeno, quando i medici tentavano invano di rianimarlo.
è stato dichiarato morto a Los Angeles alle 14.26 del 25 giugno, a soli 50 anni, in seguito ad un arresto cardiaco, poi smentito dopo accertamenti effettuati sul cadavere.
La storia continua sui media, ma è inevitabile perché MJ è e resterà una vera icona pop e un mito dei nostri tempi tra mistero e leggenda.

Il peso politico di Twitter e la crescente popolarità in Iran

Lo scorso lunedì pomeriggio , funzionario del Dipartimento di stato ha mandato una mail a Jack Dorsey, il cofondatore di per chiedergli di rinviare di due giorni le attività di manutenzione al sito previste, in modo che potesse ancora funzionare in Iran.
Secondo il New York Times, l’amministrazione americana ha trasformato in un social media che ha un ruolo chiave contro tutti i regimi autoritari.P.J. Crowley assistente alla Segreteria di Stato statunitense per gli affari esteri ha dichiarato «tutto ciò è perfettamente coerente con la nostra politica. sta giocando un ruolo molto importante in questo momento in Iran. Non potremmo farci scappar via questa opportunità». Questo interesse verso i blogger e il loro ruolo ha attirato l’attenzione del regime iraniano, il quale tramite i potenti ha messo in guardia i siti accusandoli di «creare tensione».
La nuova amministrazione americana ha al suo interno persone che provengono dal mondo dei blog e dei social network, come il 27 enne , l’uomo che ha mandato la mail a e il più giovane tra i membri del Dipartimento di Stato, il quale dopo essersi laureato alla Stanford University ha lavorato con , , Facebook ed è stato impegnato a promuovere questi mezzi anche in Iraq, prima che in Iran. Il mese scorso Jack Dorsey e altri dirigenti della Silicon Valley, erano andati su indicazione del Dipartimento di Stato a Baghdad per discutere col vice Primo Ministro di come ricostruire nel paese le reti di informazione, presentando anche agli iracheni le risorse di .
Non vi è ormai dubbio che sia un veicolo indispensabile di informazioni sull’Iran, dopo che gli oppositori del presidente Ahmadinejad erano scesi in strada accusandolo di aver falsato i risultati elettorali, che lo avevano confermato nella sua carica per altri quattro anni.Ben consapevoli della popolarità di , i Pasdaran, le guardie della rivoluzione, avrebbero intimato ai blogger locali di eliminare contenuti giudicati lesivi dell’integrità dello stato.
Due giorni fa mentre a infuriava la protesta, a San Francisco, sede ufficiale di , era stato programmato un upgrade la cui implementazione avrebbe costretto tutti i blogger al silenzio per almeno un’ora: una porzione di tempo considerevole in un contesto come quello iraniano. Il avrebbe ordinato ai vertici di di rimandare di qualche ora la manutenzione del sito: , co-fondantore di , ha confermato sul blog ufficiale di aver riprogrammato l’upgrade alle 14:00 ora statunitense, 1.30 del mattino in Iran. Tuttavia Stone non ha menzionato di aver ricevuto pressioni dal governo USA nel posticipare la manutenzione.

Ricercatori canadesi individuano una rete di spionaggio “fantasma”

dalai-lamaSecondo quanto riferisce il , un gruppo di ricercatori canadesi ha scoperto una vasta rete di informatico ai danni di pc di tutto il mondo, da cui venivano rubati documenti di governi e di uffici privati in tutto il mondo, tra cui quelli del Dalai Lama.
Un’equipe del Munk Center per gli studi internazionali di Toronto ha dichiarato che almeno 1.295 computer in 103 Paesi sono stati violati, nell’arco di due anni dal sistema di , dal nome , ovvero rete fantasma.Le principali sedi nel mirino dell’operazione di risultano essere: Ambasciate, Ministeri degli Esteri, uffici governativi e le residenze del leader spirituale del Tibet, il Dalai Lama, in India, a Bruxelles, Londra e New York. Questo è quanto sostengono ricercatori, i quali hanno detto che non ci sono prove che confermino la violazione degli uffici governativi statunitensi.
Gli studiosi canadesi ritengono che i responsabili delle violazioni sono da individuare nei computer localizzati quasi esclusivamente in , anche se ciò non implica un coinvolgimento del governo cinese nel sistema, che risulta tuttora attivo.
Un portavoce del consolato cinese a New York ha escluso categoricamente la possibilità che la sia coinvolta nell’operazione.
I ricercatori di Toronto hanno iniziato lo studio dopo la richiesta da parte dell’ufficio del Dalai Lama, in esilio, di controllare i propri pc, al fine di eliminare eventuali software dannosi o malware.

Obama, il presidente del web

obama
L’arrivo di alla Casa Bianca ha rappresentato davvero una svolta sotto molti aspetti. Già dalla campagna elettorale si è capito che il presidente avrebbe rivoluzionato l’approccio con i cittadini. Infatti, durante i giorni precedenti all’insediamento, era possibile inviare comunicazioni ad tramite il sito Change.gov, segnalazioni, critiche e suggerimenti che poi sono stati raccolti in un fascicolo e sottoposti alla sua attenzione.

Oltre alla trasparenza ed alla democrazia dal basso, cardini principali della sua politica, ha anche incrementato la comunicazione via Internet.

Il sito della Casa Bianca, sfruttando le tecnologie Web 2.0, ha dato il benvenuto al presidente americano seguendo in diretta minuto per minuto il bagno di folla di nella cittadina di Fort Myers.

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