MySpace

My Space tenta di non affondare

Lo scorso giugno, MySpace ha dichiarato che progetta di tagliare due terzi della propria forza lavoro a livello globale e il 30% dello staff negli Usa.
News Corp, proprietario di MySpace dal 2005, periodo in cui quello era il il online più diffuso, prima dell’arrivo del successo del rivale , per cercare di risolvere la crisi,ha nominato un ex consulente di Metro-Goldwyn-Mayer come direttore finanziario, una posizione nuova per il online.
Questo signore, Mark Rosenbaum, ha lavorato come consulente finanziario per lo studio cinematografico Mgm, e prima ancora è stato vice presidente finanziario di Gemstar-TV Guide, un tempo parte di News Corp.
Rosenbaum riferirà all’AD di MySpace Owen Van Natta.
[Fonte: Reuter]

Lily Allen all’attacco del file sharing

La prima ad alzare la voce sul web per dire basta è stata . Poi sono arrivate le adesioni delle altre pop star inglesi, da Mika a James Blunt passando per i Muse. Tutti insieme contro la pirateria musicale e contro i colleghi che la difendono. Guidati dalla ragazzaccia terribile del pop inglese.

A scaldare gli animi è una dichiarazione di Ed O’Brien dei Radiohead (il loro ultimo album è stato venduto in download a offerta libera). A nome dell’associazione Featured Artists’ Coalition il musicista attacca la proposta del inglese di tagliare le connessioni di chi scarica illegalmente.

Una posizione che non è piaciuta a , ventiquattro anni, un debutto da due milioni e mezzo di copie e un secondo disco di successo, «It’s Not Me, It’s You» uscito a febbraio di quest’anno. «Penso che la pirateria stia avendo un effetto pericoloso sulla musica inglese ma alcuni musicisti ricchi e di successo come Nick Mason dei Pink Floyd e Ed O’Brien dei Radiohead non sembrano pensarla allo stesso modo», ha scritto sulla sua pagina (http://blogs..com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=36707169&blogId=510114316). “Loro hanno le più grandi collezioni di Ferrari ma per gli artisti emergenti il è un disastro”.

Facebook supera MySpace negli Usa

Per la prima volta negli States il social network registra più visitatori unici di MySpace, il sito del gruppo News Corp del magnate dell’informazione Rupert Murdoch. totalizza 70 milioni e 278mila visitatori unici a maggio, mentre MySpace si ferma a 70 milioni e 237mila, secondo le rilevazioni di ComScore. diventa anche la destinazione più popolare negli Usa. Solo un mese prima, MySpace era in pole position con 70,9 milioni di visitatori, mentre era a 67. Inoltre, dallo scorso 13 giugno, è in corso in tutto il mondo, compresa l’Italia, l’assegnazione delle registrazioni con nome semplificato per gli utenti di , che ricalca quello reale, anziché la precedente combinazione numerica casuale. Nei primi 15 minuti si è collegato più di mezzo milione di persone per aggiornare il proprio nominativo, in quello che per l’azienda si sta rivelando un vero e proprio censimento degli utenti attivi, molto utile per una eventuale quotazione in Borsa.
Infine, secondo una ricerca condotta da Conference Board negli Stati Uniti, il 43% degli utenti della rete utilizzano siti di social networking, in forte crescita rispetto al 27% del 2008. Di questi, il 78% fa riferimento a , il 42% a MySpace, il 17% a e il 10% a . Tra i nuovi fans dei social media ci sono sempre più donne (più del 50%) e persone con più di 55 anni.

Lily Allen attacca Susan Boyle

Una è bellissima e giovane, l’altra bruttissima e dire che si porta male gli anni è un eufemismo. La cosa che hanno in comune è che sono diventate due fenomeni mediatici, catturati dalla “rete”. e Susan Boyle sono due cantanti rese celebri dal web. La prima ha aggiunto la fama grazie a MySpace, la seconda prima tramite il programma britannico Britain’s Got Talent e poi tramite YouTube e altri siti. come Yahoo! , ragazza dal carattere incline alle polemiche è famosa anche per i suoi exploit televisi: durante uno show spara a zero su Elton John e ora attacca verbalmente la sua “concorrente” Susan. La Allen non ritiene che Boyle abbia una voce così straordinaria e che sia decisamente sopravvalutata dai media. Poi ha continuato dicendo “Penso sia più talentuoso il cantante dodicenne Shaheen Jarfagholi. La 48enne sa cantare, ma non c’è talento in lei. Sembra una signora adorabile, ma penso dovrebbe vincere il ragazzino”. Per adesso “l’ugola d’oro” d’oltremanica non ha risposto alla provocazione. Tutta invidia da parte dell Allen? O discriminazione per questa stella nascente della , brutta ed impacciata? Sulla questione, chissà, potrebbe aprirsi un dibattito on line…

Ragazze nude a Parigi girano il videoclip della canzone “Baby Baby Baby”

Tre ragazze, dal fisico mozzafiato, completamente nude camminano per le vie di e cantano “Baby Baby Baby”: il loro videoclip spopola in rete. L’operazione di marketing, alquanto sfacciata e provocatoria (e aggiungerei molto astuta), delle Make the Girl Dance, questo il nome della band, è dunque riuscita.
Il video inizia con la vocalist del gruppo, Mathilde, mentre scende da un’auto e si toglie il vestitino! La cantante inizia a sfilare per rue Montorgueil alle 14.07 di pomeriggio come indica la scritta, con una radiolina e solo due fasce nere aggiunte in montaggio per coprire le sue parti intime. Sulle striscie vengono visualizzate le parole della canzone. Dopo Mathilde è il turno di un’altra ragazza, Sarah poi della bionda Marine che chiude il videoclip alle 14.11.
Il videoclip è girato in presa diretta, senza stacchi e, soprattutto, senza censura durante le riprese. Tutti i passanti che si trovavano in rue Montorgueil tra le 14.07 e le 14.11 hanno visto le ragazze completamente senza veli! In più si specifica che le ragazze non sono state truccate ma sono state riprese “al naturale”. Make The Girl Dance è composto da due deejay di nome Campana e Perrin conosciuti oltralpe con il nickname di Greg e Pierre, i quali scrivono sul loro profilo di “Il nostro obiettivo è far scatenare le ragazze ossia le creature più deliziose dell’universo, la nostra musica fa muovere tutte le parti del corpo, anche quelle “basse”. Insomma chissà se le audaci ragazze parigine riusciranno a scalare le hit parade con la loro canzone! Sul loro è possibile vedere il video del singolo che verrà pubblicato in Italia il 1 giugno. Due curiosità da segnalare: i Make the Girl Dance hanno scelto il loro nome d’arte come omaggio ai Franz Ferdinand e le protagoniste del video sono state scelte tramite un casting su Facebook. La rete è sempre più una fucina di talenti!

Su YouTube e MySpace “Borat” colpisce ancora…

L’istrionico attore Sacha Baron Cohen non smette mai di stupire col suo comportamento “sopra le righe”, spesso oltraggioso. Dopo aver interpretato il provocatorio telereporter kazako Borat, nell’omonimo mockumentary (ovvero un falso documentario) e lo stravagante barbiere italiano nell’horror-musical di Tim Burton “Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street, ora appare in un video fuori dal comune. L’attore britannico porta scompiglio sulle passerelle milanesi nei panni di Bruno, uno stilista gay austriaco, alter ego di Borat. Il video è disponibile da venerdì scorso su e YouTube e nella pagina personale di Bruno (www.meinspace.com/bruno), in cui l’irriverente personaggio irrompe tra le modelle, durante le serate modaiole made in Italy.
Il biondo fashion addicted “Bruno” sarà sui grandi schermi statunitensi dal 10 luglio, ed è il sequel del fortunato “Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan” che nelle sale di tutto il mondo ha incassato 261 milioni di dollari, innescando una lunga serie di cause legali da parte di inconsapevoli vittime del protagonista.
Nel mirino di Cohen, in questo nuovo film sui generis la giurata di “American Idol”, Paula Abdul, intervistata mentre è seduta su un giardiniere messicano ed il parlamentare repubblicano del Texas, Ron Paul, che Bruno cerca di conquistare.

Geocities chiude entro il 2009


Geocities, il portale di di Yahoo, chiuderà entro fine anno: questa la notizia data dal gruppo qualche giorno fa. Infatti, non è possibile più attivare nuovi e si sta provvedendo alla contemporanea cancellazione di quelli già esistenti, processo che sarà ultimato entro fine 2009.

David Bohnett e John Rezner hanno dato alla luce Geocities nel 1994 ed hanno permesso ai tanti utenti, primi pioneristici navigatori di Internet, di poter avere a disposizione gratuitamente una serie di strumenti per la creazione e gestione di un proprio web.
L’iniziativa ebbe un successo enorme tanto che decise di acquistarla per circa 4 miliardi di dollari.

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I social network nel mirino del governo britannico

gran_bretagna Il governo della potrebbe essere autorizzato a “spiare” i dettagli sui contatti degli utenti dei social come , almeno questo è quanto dice una proposta del Regno Unito per combattere il terrorismo. Milioni di navigatori del’UK utilizzano siti come Bebo, e Myspace per interagire con gli amici presenti in una lista on line di contatti, ma i ministri temono che queste nuove modalità di comunicazione in continua evoluzione possano essere sfruttate dagli estremisti. Sebbene il progetto sia ancora in fase iniziale, numerose sono le critiche rivolte ad un governo che sembra intromettersi troppo nella vita privata delle persone. Il governo britannico, però, ci tiene a precisare che non è in alcun modo interessato al contenuto delle conversazioni, ma solo all’identificazione degli utenti. Un portavoce del ministero dell’interno ha dichiarato che il governo non ha alcuna intenzione di creare un database con i dati delle conversazioni. Nonostante questo, il direttore di per la privacy e le politiche globali ha definito questa proposta “un’esagerazione”. Come dargli torto?

Crea la tua playlist di video con Relist.tv o embedr

relist_tv Relist.tv è un servizio che consente agli utenti di YouTube di creare una playlist di video sul proprio web o blog. Il procedimento è semplice e non richiede registrazione; basta inserire un termine di ricerca o un nickname, il numero di video che si sceglie di visualizzare e impostare alcuni parametri richiesti che servono a definire l’aspetto grafico del player.
Si può inoltre inserire anche un logo tramite l’URL di un’immagine e definire l’auto-start e lo shuffle del video. Per visualizzare l’anteprima basta cliccare su Preview, e se risulta di vostro gradimento, potrete copiare il codice generato per inserire la playlist nel vostro , blog o nella pagina personale di un .
In alternatva a Relist.tv c’è embedr, un altro ottimo strumento per creare playlist che non necessita di registrazione, a meno che non si voglia avere la possibilità di modificare la raccolta di video. Il servizio inoltre è supportato da Youtube, My Space, Vimeo e blip.tv . La playlist si crea inserendo l’indirizzo web relativo al video, un titolo o una descrizione. In breve tempo si visualizzerà la pagina successiva che vi permetterà di scegliere la veste grafica e il colore del player, e stabilire se i video dovranno partire in automatico. Una volta eseguite queste operazioni non resta che copiare il codice per l’inserimento nel . Sempre tramite embedr si può creare una playlist attraverso l’utilizzo dei tag che consentiranno la visualizzazione di 50 video in modalità random. Basta scegliere l’opzione SmartPlaylist, ed il servizio fornirà un modo per inserire i video partendo da un canale o un utente preferito, consentirà perdipiù di inserire una categoria, selezionare un paese e ordinare i video secondo parametri definiti. Il vantaggio di optare per la modalità tramite parola chiave, oltre al risparmio di tempo, è quello di vedere continuamente aggiornati in automatico i video della propria playlist.

Bebo sfida l’Italia di Facebook

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Gli italiani si sono dimostrati poco avvezzi all’utilizzo di Internet, in generale, ma dei grandi utilizzatori dei vari servizi di social networking come Facebook. Basta pensare che più del 30% di italiani ha un proprio sul sito di networking più famoso e due su tre ne hanno sentito parlare.

Negli altri Paesi, però, a minare il successo della creazione di Mark Zuckerberg è arrivato un nuovo strumento figlio delle tecnologie web 2.0: Bebo

Nato circa un anno fa dal gruppo americano AOL,, sembra essere il di networking più amato dai ragazzi inglesi ed irlandesi che, in breve tempo, hanno registrato i propri profili su questa nuova rete.
Così, Bebo, forte dell’esperienza anglosassone e del proprio network di 22 milioni di utenti, ha deciso di sfidare i grandi colossi conquistando anche gli utenti italiani, francesi, tedeschi, spagnoli ed olandesi.

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