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The Pirate Bay venduto al gruppo svedese GGF

La notizia arriva da Stoccolma: , uno dei piu’ popolari siti di della rete, verra’ acquistato per la cifra di 5,6 milioni di euro circa dal gruppo svedese Global Gaming Factory (GGF), una agenzia pubblicitaria, quotata in Borsa, con interessi nel mondo del software, degli Internet cafè e dei videogiochi. La meta’ della somma, secondo quanto riporta un comunicato della societa’, verra’ versata in contanti, mentre l’altra meta’ del valore sara’ coperta dall’emissione di nuove azioni della GGF. era salito alla ribalta delle cronache lo scorso aprile, quando un tribunale svedese ha condannato a un anno di prigione i quattro responsabili del sito, infliggendo loro anche un risarcimento pari a 2,72 milioni di euro a favore dell’industria musicale e cinematografica. I condannati hanno fatto ricorso in appello. La GGF ha gia’ annunciato che fornitori di contenuti e titolari di copyright verranno rimborsati per i file scaricati da Pirate Bay, attualmente interamente gratuito.
La Global Gaming Factory, nel dare la notizia, scrive che “dopo aver completato l’acquisizione, GGF intende lanciare un nuovo modello di business che comprenda un compenso per i produttori dei contenuti e i detentori dei diritti” del materiale condiviso sul sito”.

Cina: contestato il filtro web Green Dam

A partire da mercoledì prossimo, il governo cinese ha ordinato che i personal computer venduti in Cina debbano uscire dalla fabbrica con il filtro Green Dam, mirato a bloccare immagini oscene e, dicono i critici, a funzionare come deterrente per il dissenso politico. E’ questa l’ultima iniziativa del partito comunista per controllare Internet, che ha circa 300 milioni di utenti in Cina, secondo il China Internet Network Information Center. Ma gli ostacoli a questo tipo di controlli saranno numerosi come negozi e chioschi che vendono computer, e . Contro il imposto dal governo, Mao Shoulong, professore di strategie pubbliche alla Renmin University ribatte “Il progetto Green Dam è una grave violazione alle leggi di mercato. I governi non dovrebbero imporre un tipo particolare di marchio o ”. Il professore continua dicendo: “In pratica l’impatto sarà limitato. E’ un facoltativo e non si può controllare facilmente un settore di vendita così frammentato. le grandi aziende seguiranno gli ordini ma chi può imporli a migliaia di piccole?”.
Rispetto al clamore suscitato a livello mondiale, sopratutto dai difensori dei e da Washington, molti negozianti cinesi che venderanno computer dotati del sistema si sono dimostrati poco informati e rassegnati.

Nuove normative per i videogames in Germania e nel Regno Unito

In Germania una nuova normativa al vaglio del Governo propone di rendere illegale qualsiasi gioco dai contenuti violenti e inadatti. Caso analogo nel Regno Unito che renderà illegale la vendita dei videogame ad utenti di età diversa da quella indicata sulla confezione del gioco. Secondo quanto riportato dal testo della normativa, saranno fuorilegge tutti quei titoli in cui “lo scopo principale è quello di eliminare persone o perpetrare altri tipi di cruenti o inumani atti di violenza contro umani o contro personaggi umanoidi”. Il testo della nuova legge sarebbe stato approvato all’unanimità da tutti i 16 territori che compongono la Germania, e sarebbe attualmente in attesa di approvazione da parte del Parlamento tedesco, che potrebbe dare l’approvazione entro la fine dell’estate. La motivazione di misure così restrittive sarebbe da ritrovarsi nell’influenza negativa che tali giochi possono avere soprattutto sui minori, ipotesi a loro parere comprovata da recenti fatti di cronaca, non ultimo quello che ha visto un dodicenne trucidare una dozzina di persone imitando le mosse di uno dei suoi videogame preferiti, ovvero Counter-Strike. I troppo cruenti e violenti possono turbare la psiche dei più piccoli, e portarli ad emulare i personaggi del gioco, oppure possono, in qualche modo, far affiorare in soggetti già predisposti, dei comportamenti aggressivi e spesso socialmente pericolosi.

Blocco di siti porno in Cina: via alle proteste

Un comunicato il direttore delle comunicazioni di Google, John Pinette, scrive in un comunicato stampa:
“Google farà tutti i passi necessari per rimuovere la dal suo portale in lingua cinese”, rispondendo così alle critiche delle autorità di Pechino che avevano attaccato Google.cn ed altri siti web, responsabili della diffusione di contenuti pornografici.
Google dichiara aver già incontrato i membri del governo e di aver ”intrapreso una revisione del servizio in modo da fare tutti i passi necessati per risolvere i problemi”. Secondo il China’s Internet Illegal Information Reporting Centre (CIIRC), sono stati oltre mille i siti web bloccati dalle autorità cinesi per aver distribuito materiale pornografico ed oltre 4.000 gli altri chiusi per diversi motivi. Alla fine del 2008, il numero degli utenti in Cina, che ha 1,3 miliardi di abitanti, una cifra esorbitante quasi pari all’intera popolazione degli . La decisione di imporre un che blocca alcuni siti sgraditi al governo di Pechino non è stata ben accolta dagli internauti, i quali hanno inondato la rete con le loro proteste.
La controversia sul software, chiamato Green Dam, è scoppiata quando alcuni dei grandi produttori di personal computer hanno raccontato di essere impegnati sul problema del , necessario per ”proteggere i giovani” dai siti web pornografici,con funzionari del governo cinese
. La battaglia infuria sul web, ma non credo porterà le autorità a riconsiderare la decisione.

USA: una multa da quasi 2 milioni di dollari per il download di brani musicali

La può costare cara. Lo spiega bene la vicenda capitata ad una donna di 32 anni degli States, la quale dovrà pagare una multa di 1,92 milioni di dollari per aver effettuato il download illegale di ventiquattro brani musicali dal web.
Ogni canzone le è quindi costata 80mila dollari. La donna era già stata condannata nel 2007 per lo stesso reato, ma ritenendo ingiusta l’ammenda di 222 mila dollari impostagli allora, fece ricorso. Non avrebbe mai immaginato che in due anni la sua multa sarebbe lievitata di otto volte, a causa della richiesta di risarcimento danni delle case discografiche. “Scaricatori” del web navigate in acque più sicure…se volete ascoltare musica, comprate i cd o scaricate dai cosidetti siti di download “legale”…!!!

Obama si mobilita contro il cyberterrorismo

dichiara guerra agli . Il presidente degli ha annunciato oggi l’intenzione di nominare un coordinatore per la sicurezza informatica, il quale entrerà a far parte dello staff che si occupa della sicurezza nazionale. ”La minaccia cibernetica è una delle sfide più serie sulla sicurezza che la nazione deve affrontare”, ha detto Obama parlando nel corso di un discorso alla Casa Bianca dedicato alla sicurezza del cyberspazio. Il piano dell’amministrazione degli giunge dopo numerosi episodi di violazione subiti dai computer americani da parte di spie industriali ed . Washington ritiene che spesso queste “intrusioni” informatiche possano essere coperte dai servizi di sicurezza stranieri, come quelli di e Cina. ”Possiamo e dobbiamo fare di piu”’, ha proseguito Obama, rivelando l’intenzione di rivedere ”da cima a fondo” le infrastrutture della rete americana e la loro vulnerabilità agli attacchi dei cyber-criminali. Il presidente ha aggiunto: “I nostri network militari e di sicurezza sono costantemente sotto attacco”. Le Reti saranno quindi trattate come asset strategici nazionali e protette’ da un apposito ufficio detto “Zar” per la sicurezza digitale.

Noemi Letizia vittima di un hacker?

La diciottenne Noemi Letizia, salita agli onori della cronaca italiana ed internazionale per la sua presunta relazione con il Premier Silvio Berlusconi, al centro di uno scandalo politico e personale, fa parlare di sé per un attacco informatico. Pare che un hacker abbia sottratto alla ragazza la password dei suoi account di Facebook e , postando notizie false sul suo conto. Si vocifera che l’”intrusione” informatica sia stata resa possibile grazie alle domande di sicurezza poco sicure e comunque relative ad informazioni personali e sulla vita privata oramai a disposizione dei media.
Il presunto hacker, dopo aver violato i due account, sembra abbia iniziato ad inviare numerosi messaggi riguardo i rapporti avuti con il Presidente del Consiglio. La vicenda è stata resa nota dall’avvocato della famiglia, Giulio Costanzo, al giornale Il Mattino; i messaggi sono stati raccolti dall’avvocato per essere usati in un’eventuale processo. Nell’attesa di far chiarezza sulla vicenda, Facebook e Microsoft dovranno agire per ripristinare gli account violati, magari con una sospensione temporanea, in modo poi che questi rivengano restituiti alla legittima proprietaria.

Pirateria informatica contro la ricostruzione in Abruzzo

Anche la solidarietà vittima dello sciacallaggio informatico. Il brano musicale intitolato Domani 21.4.2009, scritto da Mauro Pagani e destinato a finanziare la ricostruzione in Abruzzo, era già on line in versione pirata da diversi giorni. La Guardia di Finanza ha annunciato di aver denunciato tre persone per aver diffuso la traccia audio sulle reti Peer-to peer, dalla cui distribuzione sul web è gia’ stato stimato un mancato introito di circa un milione di Euro. Una cifra che di sicuro avrebbe agevolato molto la ricostruzione della città abruzzesi colpite dalla terribile tragedia del terremoto. La federazione di Confindustria, Fimi, che rappresenta le principali aziende discografiche italiane, ha espresso la sua piena approvazione per questa operazione della Finanza, che si inserisce nel quadro di numerose attività contro la pirateria. Il Presidente della Fimi, Enzo Mazza, ha spiegato che chi ha immesso in Rete questo brano ha compiuto un atto scellerato perché ha danneggiato consapevolmente iniziative commerciali, che prevedevano una ampia diffusione della canzone fra negozi digitali, video in streaming gratuito e cd in vendita nei negozi.

Daniela del GF contro Facebook


Dopo la partecipazione al Grande Fratello, il più famoso “importato” in Italia dalle reti Mediaset, Martani ha deciso di adire le vie legali per scovare i responsabili dei messaggi ostili e delle ingiurie nei supoi confronti apparsi qualche tempo fa su Facebook.

Per ottenere giustizia, l’ex concorrente del GF si è rivolta alla di che, in seguito ad ulteriori analisi, ha provveduto ad eliminare ogni traccia dei messaggi e elle informazioni ingiuriose nei suoi confronti ed alla chiusura di alcuni gruppi che erano nati sul social network.

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Prodotti contraffatti su Ebay, la denuncia di L’Oreal


La L’Oreal, storico marchio di prodotti di cosmesi e bellezza, nato nel 1907, qualche tempo fa, insieme ad altre compagnie, alcune delle quali produttrici di beni di lusso, aveva accusato eBay per la presenza di prodotti contraffatti nel suo marketplace e della mancata adozione di misure per prevenire questo fenomeno.

La vertenza legale che ha portato in tribunale eBay, si è conclusa però a favore del celebre sito di aste on-line.

L’Oreal aveva denunciato eBay chiedendo una penale da 3.5 milioni di dollari come risarcimento per i prodotti contraffatti smerciati online. La Corte però ha deciso di non condannare eBay perchè, oltre agli attuali sistemi di controlli già implementati, non è possibile stabilire con precisione la veridicità degli oggetti in vendita.

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