Wall Street Journal

Wall Street Journal: con Twitter le e-mail sono al crepuscolo

L’ da anni è la regina della comunicazione, ma il suo regno sembra al tramonto. Twitter e Facebook le stanno insidiando il primato, come mostrano i dati di crescita rilevati negli ultimi mesi. Lo scrive oggi il , sottolineando come soprattutto la diffusione di Twitter stia cambiando alla radice il modo di comunicare, proprio come accadde 10 anni fa con l’esplosione della posta elettronica.

L’enorme successo di questo microblog è ormai acclarato: solo per fare alcuni esempi, con Twitter, il giugno scorso, i manifestanti iraniani sconfissero la censura del regime facendo conoscere al mondo la loro protesta, a luglio lo usò per convocare una delle prime conferenze stampa sulla riforma sanitaria, e, appena la settimana scorsa Liz Taylor ‘cinguetto” ai suoi ‘amici’ la notizia del suo ricovero per operarsi al cuore. Ed è proprio questo aspetto, la possibilità di entrare in contatto diretto con le star, che sta facendo impazzire gli americani.

Il gruppo russo Digital Sky vuole investire in Facebook

Notizia interessante per tutti gli appassionati di social network (e sono tanti), annunciata ieri sera dal Journal: il gruppo Internet russo, Digital Sky Technologies, si è detto pronta a investire ben duecento milioni di dollari in Facebook, nel quadro di un accordo che valuterebbe in 10 miliardi di dollari il celebre sito. Dal canto suo Facebook non ha voluto commentare la notizia. Digital Sky Technologies, al momento, detiene una quota del sito russo Mail.ru. Finora Microsoft è stata l’ultima grande compagnia ad investire in Facebook, acquistando nel 2007 l’1,6% della società per 240 milioni di dollari. Il sito di social network conta ora su più di duecento milioni di utenti attivi, il doppio di quanti ne aveva lo scorso agosto e si può ipotizzare che il numero tenderà ad aumentare. Non resta che aspettare e vedere come e se si evolverà l’accordo con l’azienda russa.

Informazione a pagamento per il Wall Street Journal

Secondo Robert Thomson, caporedattore del Financial Times e della Dow Jones, pare che Rupert Murdoch sia intenzionato a far pagare l’accesso alle news on line del suo gruppo editoriale.Il magnate dell’editoria sta studiando un sistema di micropagamenti per l’accesso ai singoli articoli e una serie di abbonamenti premium che gli utenti potranno sottoscrivere per ottenere pacchetti di news pubblicati sul sito del Wall Street Journal.

Il sistema dovrebbe attivarsi entro la fine dell’anno. L’utente dovrà pagare pochi centesimi di dollaro per ogni singola news, una cifra più alta per consultare materiale specifico, circa 100 dollari l’anno per l’accesso a tutti i contenuti del Wall Street Journal.
I professionisti del settore consideravano già da tempo la possibilità di far pagare i contenuti editoriali pubblicati sul . Sarà il Wall Street Journal a intraprendere con decisione questa strada. Secondo altri addetti ai lavori, l’unico modo per stimolare gli utenti a pagare per l’ è quello di puntare sulla qualità della notizia. Altri optano, invece, per l’integrazione di contenuti di qualità ed “extra”, che siano cioè esclusivi.
In Italia si pensa che considerare un sistema di comporterebbe un calo consistente dei ricavi pubblicitari. Forse il sistema di micropagamenti ideato da Murdoch ha una possibilità di riuscita solo nell’ specializzata, (di settore come quella finanziara) e non in quella generalista. Agli utenti l’ardua sentenza…

Murdoch: un prezzo per l’informazione

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In controtendenza con quanti sostengono che l’informazione debba essere libera ed accessibile a tutti, sopratutto se il processo avviene tramite media digitali come Internet, Rupert , il magnate della News Corp, adotta invece una visione diametralmente opposta.

, infatti, dice basta all’informazione on-line, gratuita e realizzabile da con il contributo di chiunque e, per preservarne la qualità, auspica un ritorno delle forme tradizionali di informazione e l’accesso ad esse previopagamento.

Internet e i nuovi strumenti del Web 2.0 hanno permesso di creare una rete di informazione ricca, ma spesso poco attendibile o di basso livello ed il suo successo però è stato decretato anche dal fatto che si tratta di un media assolutamente gratuito e quindi che risponde in pieno alle esigenze di oggi in pieno periodo di crisi economica.

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GhostNet, la rete di spionaggio della Cina

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In seguito agli eventi accaduti in ed alle ultime notizie circa il controllo di Internet da parte del governo cinese, dopo 10 mesi di indagini relative ai rischi di cyberspionaggio il Wall Street Journal pubblica un’articolo sul ritrovamento in alcuni PC del trojan RAT e sull’esistenza di GhostNet, una rete creata per controllare alcuni sistemi informatici, attiva già da Giugno 2008, data di inizio delle ricerche.

Infatti, grazie a questo network, è stato possibile tenere sotto controllo le attività di diversi PC e diverse reti, ricavandone informazioni utili e dati sensibili. Il trojan che garantiva l’accesso è stato ritrovato in almeno 1295 computer in 103 paesi diversi, tra cui Germania, India e Tailandia, i ministeri degli esteri (Barbados, Bhutan, Filippine, Indonesia ed altri), network vicini al ed altri, che sono stati più volte vittima degli attacchi, tutti provenienti, tra l’altro dalla . Il 30% dei computer infettati dal trojan fa parte di sistemi ritenuti ad alto profilo e gli attacchi sarebbero stati, in media, circa 53 al giorno. Tramite queste azioni è stato possibile accedere e salvare files, catturare le password ed attivare eventuali webcam.

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Obama, il presidente del web

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L’arrivo di alla Casa Bianca ha rappresentato davvero una svolta sotto molti aspetti. Già dalla campagna elettorale si è capito che il presidente avrebbe rivoluzionato l’approccio con i cittadini. Infatti, durante i giorni precedenti all’insediamento, era possibile inviare comunicazioni ad tramite il sito Change.gov, segnalazioni, critiche e suggerimenti che poi sono stati raccolti in un fascicolo e sottoposti alla sua attenzione.

Oltre alla trasparenza ed alla democrazia dal basso, cardini principali della sua politica, ha anche incrementato la comunicazione via Internet.

Il sito della Casa Bianca, sfruttando le tecnologie 2.0, ha dato il benvenuto al presidente americano seguendo in diretta minuto per minuto il bagno di folla di nella cittadina di Fort Myers.

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