Finanza - Economia

Russia: società telefoniche contro Skype


Un’imposizione di restrizioni all’uso di Skype è stata chiesta da un’importante società telefonica russa, richiesta giustificata dalla costante paura derivata dalla minaccia economica proveniente dai programmi VoIP.
L’Unione Russa degli Imprenditori e degli Industriali sta creando una legge contro i programmi VoIP, che permettono agli utenti di parlarsi tramite Internet a tariffe molto più convenienti di quelle imposte dai gestori telefonici nazionali ed internazionali.
Vitaly Kotov, vicepresidente della Russian Railways, si rivolge direttamente ai politici chiedendo loro di impedire che i servizi VoIP causino “un calo probabile ed incontrollato dei profitti dei principali operatori di telecomunicazioni”.
L’Unione Russa degli Imprenditori e degli Industriali ammette che entro il 2012 il 40% delle telefonate potrebbero essere effettuate utilizzando la tecnologia VoIP.

Microsoft cede alle richieste della Commissione europea per la libertà di navigazione

Secondo quanto chiesto dalla Commissione europea, lascerà agli utenti di Windows 7 di scegliere il web browser di loro preferenza per navigare in Internet invece di imporre il proprio Internet Explorer, in precedenza già all’interno di Windows.
L’annuncio è stato dato proprio dalla Commissione Europea, apprezzando la decisione della , che in precedenza veniva accusata di abuso di posizione dominante, nonostante le numerose multe ricevute.
In seguito a questa dichiarazione ieri la ha perso circa il 9%, un titolo in ulteriore ribasso dopo i deludenti risultati del quarto trimestre dimostrati da un calo del 17% a 13,10 miliardi di dollari, analisi che va contro le stime degli analisti a 14,48 miliardi.

La ripresa pubblicitaria prevista nel 2010 grazie ad internet e videogames


Nel report trasmesso dalla “Global Entertainment and Media Outlook 2009-2013″ di PricewaterhouseCoopers, gli investimenti pubblicitari globali dell’anno solare 2009 saranno quantificabili in 421 miliardi di dollari. Una previsione comunque in ribasso in quanto la stessa società prevedeva per il 2009 un investimento di 479 miliardi.
Ma la vera rinascita economica arriverà a partire dal 2010 nei settori internet-telefonia mobile-videogames, che a partire dall’anno prossimo avranno crescite quinquennali del 7,7% e del 13,8%.
Dal 2012, poi, si assisterà a una ripresa generale dell’intero mercato pubblicitario.

Lo stress da web danneggia l’e-commerce

Secondo una ricerca eseguita dalla Redshift Research il web lento può provocare ingenti danni economici alle aziende e-commerce.

Ma cosa si intende per web lento? I navigatori aspettano appena dieci secondi perché un sito carichi la pagina da loro richiesta, altrimenti affettuano la ricerca attraverso un portale alternativo. Secondo un’indagine a campione infatti il 46% dell’utenza internet ammette che, di fronte ad una analoga difficoltà, si rivolge ad un altro servizio, mentre il 34% abbandona definitivamente la ricerca.

L’esigenza di velocità nelle richieste sul web è una componente importante e un sito troppo lento rischia di generare un grande sgravio economico all’azienda che offre servizi ai navigatori. Diventa allora fondamentale per l’azienda sviluppare ed adottare definitivamente strumenti di monitoraggio e di amministrazione delle prestazioni che un portale può offrire. Questi strumenti verranno utilizzati per gestire il comunissimo “stress da web” provocato al consumatore che può culminare con la perdita di un potenziale cliente.

Il gruppo russo Digital Sky vuole investire in Facebook

Notizia interessante per tutti gli appassionati di social network (e sono tanti), annunciata ieri sera dal : il gruppo Internet russo, , si è detto pronta a investire ben duecento milioni di dollari in , nel quadro di un accordo che valuterebbe in 10 miliardi di dollari il celebre sito. Dal canto suo non ha voluto commentare la notizia. , al momento, detiene una quota del sito russo . Finora è stata l’ultima grande compagnia ad investire in , acquistando nel 2007 l’1,6% della società per 240 milioni di dollari. Il sito di social network conta ora su più di duecento milioni di utenti attivi, il doppio di quanti ne aveva lo scorso agosto e si può ipotizzare che il numero tenderà ad aumentare. Non resta che aspettare e vedere come e se si evolverà l’accordo con l’azienda russa.

Informazione a pagamento per il Wall Street Journal

Secondo Robert Thomson, caporedattore del Financial Times e della Dow Jones, pare che Rupert sia intenzionato a far pagare l’accesso alle on line del suo gruppo editoriale.Il magnate dell’editoria sta studiando un sistema di micropagamenti per l’accesso ai singoli articoli e una serie di abbonamenti premium che gli utenti potranno sottoscrivere per ottenere pacchetti di pubblicati sul sito del .

Il sistema dovrebbe attivarsi entro la fine dell’anno. L’utente dovrà pagare pochi centesimi di dollaro per ogni singola , una cifra più alta per consultare materiale specifico, circa 100 dollari l’anno per l’accesso a tutti i contenuti del .
I professionisti del settore consideravano già da tempo la possibilità di far pagare i contenuti editoriali pubblicati sul web. Sarà il a intraprendere con decisione questa strada. Secondo altri addetti ai lavori, l’unico modo per stimolare gli utenti a pagare per l’ è quello di puntare sulla qualità della notizia. Altri optano, invece, per l’integrazione di contenuti di qualità ed “extra”, che siano cioè esclusivi.
In Italia si pensa che considerare un sistema di comporterebbe un calo consistente dei ricavi pubblicitari. Forse il sistema di micropagamenti ideato da ha una possibilità di riuscita solo nell’ specializzata, (di settore come quella finanziara) e non in quella generalista. Agli utenti l’ardua sentenza…

Obama promuove aiuto via Web per i mutui

progetto-casa
, sempre favorevole all’utilizzo delle nuove tecnologie, anche stavolta, in piena crisi, non si perde d’animo e cerca una soluzione tecnologica al problema dei mutui.

Così, il neo-Presidente lancia un sito web, dal titolo Making Home Affordable per fornire informazioni e supporto ai cittadini che hanno contratto un mutuo o che intendono affrontarlo.

Il nuovo sistema di mutui per le case, infatti, prevede due strumenti principali: programma di rifinanziamento per i mutui correnti garantiti da Fannie Mae e Freddie Mac per le case che hanno perso valore ed un programma di rinegoziazione dei mutui per coloro che non possono più pagarlo e quindi, in questo caso, la ripartizione della spesa avviene tramite una riduzione delle rate e la ripartizione tra il governo, i prestatori e i servizi ipotecari.

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