Concorrenza

Limewire e Facebook separati in casa

Limewire ha provato a seguire le ore di The Pirate Bay, che ha ottenuto da il permesso per i suoi utenti di condividere i file torrent sul social network . Ma anche in questo caso il risultato è stato un netto rifiuto da parte del portale di “amici” più famoso al mondo (toccato il tetto dei 300mila utenti nel mese di settembre), che in quanto a condivisione preferisce le foto (e i dati) degli utenti piuttosto che qualche compromettente bit di contenuti “non autorizzati” dai proprietari del copyright. L’opzione “share on ” era stata accolta con favore dagli utenti di LimeWire, ma non altrettanto entusiasticamente dal management del social network: che si era subito fatto sentire richiedendo modifiche alla caratteristica così come era stata integrata nel software di P2P.
Anche dopo le modifiche richieste, però, LimeWire non risultava sufficientemente “casto” in materia di infrazione di copyright per attuare il piano previsto. I produttore del software  di share sono stati contattati di nuovo da , per chiedere la disabilitazione della tanto contestata opzione. come conferma Jason Herskowit di LimeWire.”Piuttosto che lasciare gli utenti con una versione malfunzionante di LimeWire – continua Herskowit – abbiamo deciso di disabilitare la funzionalità prima che lo facessero loro. Come avido utente sia di che di LimeWire, sono deluso come chiunque altro dalla cosa”. È “increscioso”, dice ancora Herskowit, che due servizi che in teoria condividerebbero la stessa vocazione di “luogo per connettersi e condividere” non riescano a dialogare sullo stesso piano.

Russia: società telefoniche contro Skype


Un’imposizione di restrizioni all’uso di Skype è stata chiesta da un’importante società telefonica russa, richiesta giustificata dalla costante paura derivata dalla minaccia economica proveniente dai programmi VoIP.
L’Unione Russa degli Imprenditori e degli Industriali sta creando una legge contro i programmi VoIP, che permettono agli utenti di parlarsi tramite a tariffe molto più convenienti di quelle imposte dai gestori telefonici nazionali ed internazionali.
Vitaly Kotov, vicepresidente della Russian Railways, si rivolge direttamente ai politici chiedendo loro di impedire che i servizi VoIP causino “un calo probabile ed incontrollato dei profitti dei principali operatori di telecomunicazioni”.
L’Unione Russa degli Imprenditori e degli Industriali ammette che entro il 2012 il 40% delle telefonate potrebbero essere effettuate utilizzando la VoIP.

Un degno avversario del melafonino:HTC HERO

HTC ha ufficializzato, nell’evento londinese di oggi, il nuovo flagship Android, ovvero Hero, equipaggiato con la futuristica interfaccia “Rosie” che sfrutta la tecnologia HTC Sense. HTC Sense è un ottimo concorrente di iPhone di Apple, in grado di mettere le persone al centro di ogni attività in modo che il telefono funzioni in una maniera più semplice e più naturale. La sua interfaccia è basata su tre fondamentali principi che sono stati scelti osservando e ascoltando come gli utenti vivono e comunicano: personalizzazione, ricerca del divertimento e centralità dell’individuo.

“HTC Hero introduce un modo più naturale per contattare le persone e per accedere alle informazioni importanti, senza seguire lo standard proposto dai telefoni di oggi, ma prendendo ispirazione da come le persone comunicano e vivono” ha commentato Peter Chou, Chief Executive Officer, HTC Corporation.
Con uno schermo da 3.2 pollici HVGA, HTC Hero è ottimizzato per usufruire dei contenuti Web e multimediali pur mantenendo dimensioni e peso contenuti per adattarsi al meglio alla mano. Inoltre, presenta una dotazione hardware ricca e completa con , bussola digitale, sensore di gravità, da 3,5 mm, da 5 mega-pixel autofocus e memoria espandibile MicroSD. HTC Hero inoltre include un apposito tasto “Search” per una indagine in grado di andare oltre il livello elementare, fornendo un’esperienza più naturale di ricerca contestuale che permette di fare indagini su Twitter, trovare persone nella rubrica, email nella casella postale e qualsiasi altra richiesta nelle altre aree di Hero.

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Facebook supera MySpace negli Usa

Per la prima volta negli States il social network Facebook registra più visitatori unici di , il sito del gruppo News Corp del magnate dell’informazione Rupert Murdoch. Facebook totalizza 70 milioni e 278mila visitatori unici a maggio, mentre si ferma a 70 milioni e 237mila, secondo le rilevazioni di ComScore. Facebook diventa anche la destinazione internet più popolare negli Usa. Solo un mese prima, era in pole position con 70,9 milioni di visitatori, mentre Facebook era a 67. Inoltre, dallo scorso 13 giugno, è in corso in tutto il mondo, compresa l’Italia, l’assegnazione delle registrazioni con nome semplificato per gli utenti di Facebook, che ricalca quello reale, anziché la precedente combinazione numerica casuale. Nei primi 15 minuti si è collegato più di mezzo milione di persone per aggiornare il proprio nominativo, in quello che per l’ si sta rivelando un vero e proprio censimento degli utenti attivi, molto utile per una eventuale quotazione in Borsa.
Infine, secondo una ricerca condotta da Conference Board negli Stati Uniti, il 43% degli utenti della rete utilizzano siti di social networking, in forte crescita rispetto al 27% del 2008. Di questi, il 78% fa riferimento a Facebook, il 42% a , il 17% a e il 10% a Twitter. Tra i nuovi fans dei social media ci sono sempre più donne (più del 50%) e persone con più di 55 anni.

11 milioni di download in tre giorni per il browser Safari di Apple

In una nota di si legge che il Safari è stato scaricato undici milioni di volte nei tre giorni dal suo lancio, compresi sei milioni di download della versione Safari per Windows. La compagnia spiega che ha scommesso su Safari 4 per la sua velocità e per la tecnologia avanzata tra cui l’engine Nitro JavaScript, il quale è in grado di eseguire JavaScript con una velocità superiore otto volte rispetto a Explorer 8 e quattro volte rispetto a Firefox 3. Explorer di è utilizzato per circa il 60% del traffico globale, mentre Firefox di Mozilla ha quasi il 30% e Opera è al 4%, appena sopra e Safari, secondo quanto riporta la società di analisi .

Nokia lancia Ovi Store concorrente di Apple

Nokia ha lanciato ufficialmente oggi Ovi Store, il proprio negozio online, di cui si parlava da tempo, con cui il numero uno mondiale dei cellulari punta a seguire le orme dell’App Store di Apple, cercando di eguagliarne il successo.
Ovi Store, attalmente, è utilizzabile dagli utenti di pochi modelli Nokia in Australia e a Singapore. La società ha promesso di completare le aperture dei negozi virtuali in tutto il mondo entro la fine di questa settimana. Per fronteggiare la domanda decrecente di cellulari, l’ di telefonia mobile finlandese sta costruendo un nuovo modello di businness che si basa soprattutto sui servizi di , come i giochi e le mappe, ma nel frattempo ha ridotto la portata di altri piani di investimento a causa della crisi economica, mentre si sta concentrando sulla fusione di alcuni servizi.

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Prodotti contraffatti su Ebay, la denuncia di L’Oreal


La L’Oreal, storico marchio di prodotti di cosmesi e bellezza, nato nel 1907, qualche tempo fa, insieme ad altre compagnie, alcune delle quali produttrici di beni di lusso, aveva accusato eBay per la grande presenza di nel suo marketplace e della mancata adozione di misure per prevenire questo fenomeno.

La vertenza legale che ha portato in tribunale eBay, si è conclusa però a favore del celebre sito di aste on-line.

L’Oreal aveva denunciato eBay chiedendo una penale da 3.5 milioni di dollari come risarcimento per i smerciati online. La Corte però ha deciso di non condannare eBay perchè, oltre agli attuali sistemi di controlli già implementati, non è possibile stabilire con precisione la veridicità degli oggetti in vendita.

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Indirizzi IP in esaurimento per Marzo 2011

harvardbusinessschool Lo spazio su internet, ovvero la possibilità di accogliere in rete nuovi computer, sta per esaurirsi, vista l’impossibilità di assegnare a ognuno il proprio codice identificativo. Su internet, infatti, ogni macchina è riconoscibile grazie a un numero con cui viene etichettato, detto indirizzo Ip. Secondo l’Internet Assigned Numbers Authority (Iana), ai ritmi attuali gli Ip si esauriranno entro marzo del 2011. Si calcola, infatti, che gli indirizzi Ip ancora disponibili per l’assegnazione siano meno di 600 milioni. Ogni Ip è composto di 32 (ovvero una sequenza di trentadue “0″ o “1″), per un totale di oltre 4 miliardi di combinazioni possibili. Un numero che sembrava praticamente infinito negli anni Sessanta, ma che oggi, grazie al successo della rete, si rivela limitato.
Il problema degli IP non è inedito: negli anni sono state proposte varie soluzioni, in particolare l’adozione di una nuova codifica a 128 , chiamata , che farebbe di colpo salire il numero potenziale di indirizzi a oltre 3 miliardi di miliardi di miliardi. Ma la transizione all’, annunciata da anni, procede a rilento. Ora la rinomata di Harvard propone una soluzione temporanea, basata su criteri puramente economici. Il professor Benjamin G. Edelman, di Harvard, propone di liberalizzare il mercato degli Ip, sostenendo che il libero commercio scongiurerà l’intasamento e valorizzerà la nuova codifica .
Lo smistamento degli indirizzi Ip è avvenuto, nella maggior parte, nei decenni scorsi, con una distribuzione in grandi stock alle varie autorità regionali e nazionali, che poi li hanno distribuiti ai singoli operatori internet. Le nuove richieste, quindi, vengono esaudite a rilento, mentre i vecchi assegnatari hanno a disposizione pacchetti di indirizzi spesso inutilizzati. Le regole attuali impediscono che gli stock di indirizzi Ip possano essere venduti da un operatore che non li usa a un altro che ne abbia bisogno. Edelman soiega che con la liberizzazione del commercio nessun utente darà via i propri indirizzi Ip gratis, ma ad un prezzo stabilito sul mercato.
Dare loro un prezzo farà capire agli operatori che gli indirizzi Ip hanno un valore, e ci sarà chi tenterà di liberarne un numero maggiore, magari passando gradualmente all’.
Questo genere di scambi, sostiene Edelman, è a prova di speculazioni, visto che prima o poi, con l’adozione della nuova codifica, il valore dei vecchi Ip sarà pari zero. Ciò vuol dire che se anche il prezzo di un indirizzo Ip dovesse aumentare di cento volte, i consumatori neanche se ne accorgerebbero.

E’ la Danimarca il paese più “tecnologico”

danimarca Che i paesi nordici avessero una marcia in più in fatto di tecnologia non è certo una novità. Secondo quanto riporta il World Economic Forum, infatti, la si è rivelata il Paese con l’economia più collegata in rete del mondo, prima della Svezia e degli Usa, piazzandosi al primo posto della classifica, che vede l’, aihmè, solo nella 45esima posizione ovvero circa a metà classifica. La graduatoria Wef Networked Readiness Index, sponsorizzata da Cisco, misura le tecnologie di informazione e comunicazione disponibili ed in uso, come l’accesso alla telefonia ed ai servizi Internet. Al quarto posto, dopo gli Stati Uniti, si piazzano Singapore, Svizzera, mentre fra i 134 paesi in esame, stati con economie deboli come Bangladesh, Burundi, Zimbabwe, Timor-Leste e Ciad sono nelle ultime posizioni. Nei primi dieci Paesi della classifica compaiono: , Svezia, Stati Uniti, Singapore, Svizzera, Finlandia, Islanda, Norvegia, Olanda, Canada. Il Wef afferma che investire in infrastrutture di telecomunicazioni e servizi può contribuire alla “concorrenza generale ed al progresso” e mette i Paesi in condizione di trarre vantaggio da un eventuale ripresa della crescita economica.
Lo studio effettuato individua le connessioni veloci ad Internet come “parte dell’infrastruttura di base di ogni Paese ed uno dei pilastri dell’economia della conoscenza”, e pertanto esorta i Paesi agli ultimi posti della graduatoria ad impegnarsi per migliorare la propria connettività. Sempre secondo il rapporto del WEF anche le comunicazioni mobili hanno un ruolo decisivo nelle economie in via di , favorendo in modo deteminante la crescita economica.

Twitter offre servizi a pagamento alle aziende

twitter Il social network , specializzato in con la diffusione online di messaggi brevi, sta per compiere una svolta decisiva, nel tentativo di fare profitti dalla propria attività offrendo ad alcuni utenti una vasta serie di servizi. Pare infatti che l’azienda web si stia mobilitando per offrire profili a pagamento in cui società e altri tipi di attività commerciali pagano una quota per usufruire di una versione più completa di , che consente agli utenti, tra l’altro, di scambiare messaggi di 140 caratteri con un network di amici. è una società di San Francisco che, sebbene in concorrenza con Facebook, vanta un’enorme popolarità dal suo lancio, avvenuto tre anni fa. Sembra, però, che la famosa azienda web debba ancora guadagnare soldi. Secondo le stime di traffico web di Nielsen Online, il sito di ha registrato oltre sette milioni di visitatori lo scorso febbraio, rispetto ai 475 mila dello stesso mese nel 2008.
Lo scorso anno l’azienda ha rifiutato un’offerta di da 500 milioni di dollari dalla società di social network Facebook. Si fa ora avanti l’ipotesi che possa essere tra gli obiettivi di Google, per via delle capacità di ricerca in tempo reale del sito californiano, che ha appena chiuso un ciclo di finanziamento da 35 milioni di dollari, secondo le notizie trapelate dai media, dopo un percorso analogo due anni fa da 20 milioni di dollari.