Censura

Stop alla pirateria online: arriva Legal Bay

Con una nota del 15 luglio 2009, la SIAE, società italiana autori ed editori, comunica di aver elaborato una nuova piattaforma denominata “Legal Bay”, che consentirà agli utenti italiani di scaricare documenti audio e video legalmente. Nella nota resa pubblicata sul sito www.siae.it viene specificato che “la Siae ha assunto l’iniziativa di coinvolgere coordinare tutti gli operatori del mercato audio video attivi in Italia (oltre agli autori e editori rappresentati dalla SIAE, i produttori musicali e cinematografici) e i principali operatori telefonici, in un innovativo accordo volto a promuovere lo sviluppo del mercato legale digitale”.
Costituirà mezzo per combattere la pirateria e difendere quelli che sono i diritti d’autore oppure ennesima mossa strategica per monopolizzare ancora di più il mercato nazionale delle arti e dello spettacolo?

Cina: contestato il filtro web Green Dam

A partire da mercoledì prossimo, il governo cinese ha ordinato che i personal computer venduti in Cina debbano uscire dalla fabbrica con il filtro , mirato a bloccare immagini oscene e, dicono i critici, a funzionare come deterrente per il dissenso politico. E’ questa l’ultima iniziativa del partito comunista per controllare Internet, che ha circa 300 milioni di utenti in Cina, secondo il China Internet Network Information Center. Ma gli ostacoli a questo tipo di controlli saranno numerosi come negozi e chioschi che vendono computer, e pornografia. Contro il filtro web imposto dal governo, Mao Shoulong, professore di strategie pubbliche alla Renmin University ribatte “Il progetto è una grave violazione alle leggi di mercato. I governi non dovrebbero imporre un tipo particolare di marchio o ”. Il professore continua dicendo: “In pratica l’impatto sarà limitato. E’ un facoltativo e non si può controllare facilmente un settore di vendita così frammentato. le grandi aziende seguiranno gli ordini ma chi può imporli a migliaia di piccole?”.
Rispetto al clamore suscitato a livello mondiale, sopratutto dai difensori dei diritti civili e da Washington, molti negozianti cinesi che venderanno computer dotati del sistema si sono dimostrati poco informati e rassegnati.

Nuove normative per i videogames in Germania e nel Regno Unito

In Germania una nuova normativa al vaglio del Governo propone di rendere illegale qualsiasi gioco dai contenuti violenti e inadatti. Caso analogo nel Regno Unito che renderà illegale la vendita dei videogame ad utenti di età diversa da quella indicata sulla confezione del gioco. Secondo quanto riportato dal testo della normativa, saranno fuorilegge tutti quei titoli in cui “lo scopo principale è quello di eliminare persone o perpetrare altri tipi di cruenti o inumani atti di violenza contro umani o contro personaggi umanoidi”. Il testo della nuova legge sarebbe stato approvato all’unanimità da tutti i 16 territori che compongono la Germania, e sarebbe attualmente in attesa di approvazione da parte del Parlamento tedesco, che potrebbe dare l’approvazione entro la fine dell’estate. La motivazione di misure così restrittive sarebbe da ritrovarsi nell’influenza negativa che tali giochi possono avere soprattutto sui minori, ipotesi a loro parere comprovata da recenti fatti di cronaca, non ultimo quello che ha visto un dodicenne trucidare una dozzina di persone imitando le mosse di uno dei suoi videogame preferiti, ovvero Counter-Strike. I videogames troppo cruenti e violenti possono turbare la psiche dei più piccoli, e portarli ad emulare i personaggi del gioco, oppure possono, in qualche modo, far affiorare in soggetti già predisposti, dei comportamenti aggressivi e spesso socialmente pericolosi.

Blocco di siti porno in Cina: via alle proteste

Un comunicato il direttore delle comunicazioni di Google, John Pinette, scrive in un comunicato stampa:
“Google farà tutti i passi necessari per rimuovere la pornografia dal suo portale in lingua cinese”, rispondendo così alle critiche delle autorità di Pechino che avevano attaccato Google.cn ed altri siti web, responsabili della diffusione di contenuti pornografici.
Google dichiara aver già incontrato i membri del governo e di aver ”intrapreso una revisione del servizio in modo da fare tutti i passi necessati per risolvere i problemi”. Secondo il China’s Internet Illegal Information Reporting Centre (), sono stati oltre mille i siti web bloccati dalle autorità cinesi per aver distribuito materiale pornografico ed oltre 4.000 gli altri chiusi per diversi motivi. Alla fine del 2008, il numero degli utenti in Cina, che ha 1,3 miliardi di abitanti, una cifra esorbitante quasi pari all’intera popolazione degli Stati Uniti. La decisione di imporre un filtro che blocca alcuni siti sgraditi al governo di Pechino non è stata ben accolta dagli internauti, i quali hanno inondato la rete con le loro proteste.
La controversia sul , chiamato Green Dam, è scoppiata quando alcuni dei grandi produttori di personal computer hanno raccontato di essere impegnati sul problema del filtro, necessario per ”proteggere i giovani” dai siti web pornografici,con funzionari del governo cinese
. La battaglia infuria sul web, ma non credo porterà le autorità a riconsiderare la decisione.

Il peso politico di Twitter e la crescente popolarità in Iran

Lo scorso lunedì pomeriggio , funzionario del Dipartimento di stato ha mandato una mail a Jack Dorsey, il cofondatore di Twitter per chiedergli di rinviare di due giorni le attività di manutenzione al sito previste, in modo che potesse ancora funzionare Twitter in Iran.
Secondo il , l’amministrazione americana ha trasformato Twitter in un social media che ha un ruolo chiave contro tutti i regimi autoritari.P.J. Crowley assistente alla Segreteria di Stato statunitense per gli affari esteri ha dichiarato «tutto ciò è perfettamente coerente con la nostra politica. Twitter sta giocando un ruolo molto importante in questo momento in Iran. Non potremmo farci scappar via questa opportunità». Questo interesse verso i blogger e il loro ruolo ha attirato l’attenzione del regime iraniano, il quale tramite i potenti Guardiani della rivoluzione ha messo in guardia i siti accusandoli di «creare tensione».
La nuova amministrazione americana ha al suo interno persone che provengono dal mondo dei blog e dei social network, come il 27 enne , l’uomo che ha mandato la mail a Twitter e il più giovane tra i membri del Dipartimento di Stato, il quale dopo essersi laureato alla Stanford University ha lavorato con Twitter, YouTube, ed è stato impegnato a promuovere questi mezzi anche in Iraq, prima che in Iran. Il mese scorso Jack Dorsey e altri dirigenti della Silicon Valley, erano andati su indicazione del Dipartimento di Stato a Baghdad per discutere col vice Primo Ministro di come ricostruire nel paese le reti di informazione, presentando anche agli iracheni le risorse di Twitter.
Non vi è ormai dubbio che Twitter sia un veicolo indispensabile di informazioni sull’Iran, dopo che gli oppositori del presidente Ahmadinejad erano scesi in strada accusandolo di aver falsato i risultati elettorali, che lo avevano confermato nella sua carica per altri quattro anni.Ben consapevoli della popolarità di Twitter, i Pasdaran, le guardie della rivoluzione, avrebbero intimato ai blogger locali di eliminare contenuti giudicati lesivi dell’integrità dello stato.
Due giorni fa mentre a Teheran infuriava la protesta, a San Francisco, sede ufficiale di Twitter, era stato programmato un upgrade la cui implementazione avrebbe costretto tutti i blogger al silenzio per almeno un’ora: una porzione di tempo considerevole in un contesto come quello iraniano. Il Dipartimento di Stato americano avrebbe ordinato ai vertici di Twitter di rimandare di qualche ora la manutenzione del sito: Biz Stone, co-fondantore di Twitter, ha confermato sul blog ufficiale di aver riprogrammato l’upgrade alle 14:00 ora statunitense, 1.30 del mattino in Iran. Tuttavia Stone non ha menzionato di aver ricevuto pressioni dal governo USA nel posticipare la manutenzione.

Lindsay Lohan in topless fa il giro del web

L’”irregolare” continua a far (s)parlare di sé. La sua vita è contraddistinta da numerose “bravate” da bad girl e scandali: dalla relazione omosessuale con la dj Samantha Ronson all’iscrizione ad un sito di appuntamenti al buio, in cui la star prometteva incontri a luci rosse.
Ora la bella Lindsay appare in topless, con il seno coperto da lunghe ciocche di capelli biondi. L’immagine è tratta dal backstage di una campagna pubblicitaria, realizzata dalla showgirl, testimonial Fornarina, l’azienda italiana di moda giovanile e sta facendo il giro del web grazie al celebre servizio di microblogging Twitter.
La foto, di certo, è casta se paragonata a quelle pubblicate da New York Magazine, in cui Lindsay mostra il seno, ma è pur sempre d’aiuto alla carriera dell’artista, che sta subendo una battuta d’arresto Da qualche tempo, infatti, Lindsay si lamenta di non trovare lavoro. Del resto lei stessa sa di non godere di una buona reputazione…ma del resto questo è il prezzo da pagare quando si trasgredisce solo per farsi notare!

Su YouTube il video di un ragazzo ucciso in Iran

Un video choc su You Tube mostra la morte di un ragazzo a Isfahan in . Immagini drammatiche registrate da un videofonino: uno studente giace sulla terra sporca di sangue, tentano di soccorrerlo, ma è troppo tardi. È già morto. Un’altra giovane vita spezzata dagli scontri in , in questo caso specifico durate una manifestazione di protesta al regime di Ahmadinejad: “Assassinio di uno studente a Isfahan”: è il crudo titolo del filmato amatoriale, che dura 41 secondi ed è stato probabilmente girato con un telefonino. Non ci sono dettagli sulla data del video. girato con un telefonino. L’utente che ha caricato il video si è registrato al portale di videosharing nel 2006 in ; la Censura Iraniana ai media stranieri non puo’ combattere contro la rete. Oltre al giovane corpo morente, si vedono alcune persone che cercano di prestare gli ultimi soccorsi al cadavere. La visione è sconsigliata ad un pubblico non adulto.

Scandalo al…web! Star a luci rosse nella Rete…

Gli scandali a luci rosse sono spesso un trampolino di lancio per star e starlette, basti pensare a , o Cameron Diaz…La stessa Miss California ha perso la corona a causa di uno scandalo sul web. Dopo essere stata eletta tra le proteste per le frasi omofobe, Carrie Prejean ha “sconvolto” gli Stati Uniti con una serie di scatti in cui era ritratta in pose sexy. Donald Trump in persona le ha sottratto la coroncina della vittoria anche se la motivazione è di facciata.
Ma dallo scandalo alla celebrità il passo è breve..Lo conferma in primis la bionda ereditiera , che con la sua sex tape con Rick Solomon si è fatta conoscere in tutto il mondo, è diventata la celebrity più paparazzata e cliccata sui motori di ricerca.
La sexy “baywatcher” si era esibita in varie clip, tra cui il video hard “storico” girato nel 1988 in luna di miele con l’ex marito Tommy Lee. Altra star chiaccherata è stata Cameron Diaz, per i suoi scatti senza veli che risalgono al 1992, quando l’attrice aveva appena 19 anni.
Hollywood ha “sfornato” anche un video porno con Colin Farrell e la coniglietta Nicole Narain che è stato per mesi il più visto su ; l’attore ha sporto denuncia contro la playmate accusata di aver diffuso la clip.

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Infermiera pubblica foto di pazienti su Facebook

Uso e abuso dei media…il confine è labile. Lo sa bene un’ di dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Santa Maria della Misericordia su cui è stata aperta un’inchiesta per aver pubblicato, sul proprio profilo personale di , alcune dei pazienti. La donna ha 29 anni e ha confessato tra le lacrime, esprimendo tutto il suo dispiacere e la sua mortificazione per l’accaduto. L’,inoltre,ha spiegato che la pubblicata sul social network e, oggi anche sulla prima pagina del Corriere della Sera, ritraeva una collega operata d’urgenza e consenziente.
Pare che ai dipendenti dell’ospedale sia stato vietato dall’Assessore regionale alla salute, Vladimir Kosic, l’utilizzo di Internet. Ma di certo questa non è una soluzione permanente né elimina il problema alla radice, piuttosto bisognerebbe “educare” la gente all’uso dei moderni mezzi di comunicazione, al rispetto della e , in questo specifico caso, anche all’etica professionale.

La Grecia si oppone a Google Street View


Dopo le varie notizie, più o meno curiose, che hanno interessato Google Street View e l’opposizione dei cittadini privati e di alcune istituzioni e governi, una dura presa di posizione arriva anche dalla .

Maggiori garanzie e rispetto della privacy sono delle condizioni che devono assolutamente essere rispettate e, per questo, il governo greco ha deciso che Google non potrà raccogliere le immagini per “Street View”, il servizio che permette di “visitare” virtualmente, dal proprio browser, le principali città del globo.

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