Aziende web

Google all’assalto del mercato eBook

si prepara a lanciare la sfida ad Amazon e Sony nel promettente mercato dei libri online, sul quale molte società tecnologiche hanno scommesso per i prossimi anni. Il colosso della ricerca lancerà l’anno prossimo un servizio chiamato Editions, che consentirà ai lettori di comprare e leggere libri elettronici da telefoni, computer e lettori eBook. «Si tratterà di un accesso via browser», ha detto Tom Turvey, capo del programma di , «Il mercato dei libri si evolverà fornendo l’accesso ai lettori da qualsiasi luogo». I libri comprati tramite e società partner saranno quindi accessibili da qualsiasi apparecchio dotato di un browser .

tratterrà il 55% dei profitti mentre il resto verrà distribuito ai rivenditori e agli editori. « Editions consentirà a tutti gli editori di vendere i loro libri, specialmente a quelli che non hanno investito in una piattaforma digitale», ha detto Turvey. Il manager ha aggiunto che Editions sarà la prima occasione in cui la società cercherà di monetizzare sulla circolazione di libri.

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Il primo…banner della storia!

Quale fu il primo della storia? Il responsabile è AT&T. Ecco la storia.

Le persone che dirigevano il magazine “Wired” decisero di inaugurare nell’Ottobre 1994, il primo giornale commerciale on-line, chiamato “Hotwired”, in cui vendere spazi pubblicitari.
E il primo che li comprò fu proprio AT&T. Quale fu il brimo che queste persone misero nel loro spazio? Usarono una strategia pubblicitaria allora innovativaper lanciare un milione di “Dai un pugno alla scimmia”, un giochino su cui si doveva cliccare ed il cui scopo era quello di attirare i lettori nel proprio link…chissà magari nel 1994 tutto ciò funzionò!

Google Books, Angela Merkel difende il copyright

Nuove critiche al progetto di una biblioteca digitale di , questa volta da parte del cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha richiamato l’attenzione sulla questione del . La difesa dei possessori dei diritti sulle opere, autori ed editori, è quindi un elemento fondamentale che non deve passare in secondo piano, e il mondo del web non deve essere esentato dal dover rispondere di tale questione.

A tal proposito, la Merkel ha sottolineato l’azione del governo tedesco, contrario alla scannerizzazione dei libri nel progetto Books, che si è attivamente impegnato a proteggere gli scrittori in Germania, dimostrando l’importanza della protezione del su internet.

A breve vi sarà l’apertura della Fiera del libro di Francoforte: contestualizzando la sua richiesta all’evento, il cancelliere tedesco ha invocato una cooperazione internazionale maggiore in difesa del .

Gmail colpita dagli hacker

Gmail, la posta elettronica di , è stata attaccata dagli hacker. Sarebbero stati oltre 30 mila gli account colpiti dal phishing escogitato dai criminali per rubare nomi utenti, e coordinate bancarie online.

I dati sarebbero stati reperiti, quindi, con l’inganno, invitando gli utenti tramite mail su siti web fantasma. “Raccomanderei di cambiare la su ogni sito sul quale fosse usata”, ha suggerito un consulente di sicurezza di , Graham Cluley.

Google cambia testata per il compleanno del codice a barre

Sorpresa per chi utilizza il motore di ricerca più diffuso al mondo, Google. Oggi, invece della consueta testatina compare infatti un codice a barre, proprio quello che usano alla cassa del supermercato per leggere otticamente il prezzo delle merci.

Basta cliccare sopra per scoprire l’arcano: si tratta di un omaggio per la ricorrenza di questo metodo di automazione che fu inventato negli Stati Uniti da due studenti dell’università di Drexel: Norman Joseph Woodland e Bernard Silver, il 7 ottobre 1948.

Gli insegnanti italiani non conoscono la tecnologia

Insegnanti italiani rimandati in  tecnologia, anche se 7 su 10 usano i computer abbastanza abitualmente, non hanno una vera formazione e spesso hanno imparato dai figli. Navigano, frequentano i social network, auspicano una scuola maggiormente tecnologica, ma scopriamo che gli insegnanti confondono il notebook con Facebook, credono che Outlook sia un’espressione dei giovani per indicare che si è fuori moda e alcuni pensano che l’hard disk sia un gruppo metal molto popolare su Internet.  Tutto questo emerge da un’indagine condotta su circa 1.000 insegnanti di scuole primarie e secondarie e realizzata da Edu-Tech in occasione del convegno dedicato al futuro della scuola che si aprirà giovedì prossimo a Milano e che vedrà confrontarsi docenti, educatori, istituzioni e addetti ai lavori sui temi del rapporto fra scuola e tecnologia. I docenti in assoluto non tecnologici – quelli che non accendono mai il computer – sono il 18% (purtroppo quasi uno su 5). Tra coloro che, in varia misura, si mettono spesso o periodicamente, davanti a un pc, un quarto (26%) afferma di essere un autodidatta, e un altro quarto (25%) ha imparato nientemeno che grazie ai figli. 

I contenuti di Google Docs saranno indicizzati

I documenti di resi disponibili dai rispettivi proprietari a tutti gli utenti online saranno indicizzati dal motore di ricerca di Mountain View. L’importante innovazione sarà introdotta entro due settimane e consentirà agli utenti di rendere maggiormente reperibili i propri documenti di testo, le presentazioni e i fogli di calcolo. La nuova soluzione potrebbe inoltre consentire a Google di far conoscere meglio il proprio servizio Docs e di aumentare sensibilmente il numero di utenti.

La conferma sull’indicizzazione dei documenti creati attraverso e resi di pubblico dominio è giunta direttamente da un responsabile dell’assistenza del servizio: “Entro due settimane daremo il via a un cambiamento per i documenti pubblicati. Tale cambiamento consentirà ai documenti pubblicati e collegati a un sito web liberamente accessibile di essere identificati e indicizzati, cosa che consentirà di fare apparire tali documenti nei risultati delle ricerche su Google.com e sugli altri motori di ricerca. Ciò si applicherà ai soli documenti resi esplicitamente pubblici attraverso le funzioni “Pubblica come una pagina web” e “Pubblica/embed” e linkati da una pagina web visibile al motore di ricerca”.

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Con la crisi gli italiani si affidano ad eBay

Con la sempre più italiani si affidano a eBay. Matrimoni low cost, compravendita di auto e motorini, un nuovo concetto e filosofia e di vita al passo con i nuovi mezzi di comunicazione ed espressione .

Questo grande coinvolgimento è dovuto anche ai social netwok come facebook e twitter e allo scambio di informazione online.

Una petizione eBay su chiede all’Unione Europea di fare in modo che diverse società non possano impedire la vendita di alcuni prodotti per mezzo del meccanismo delle aste, che attualmente regola gli acquisti di milioni di italiani.

Sono più di 700.000 gli utenti di eBay che hanno deciso di partecipare in maniera diretta alla raccolta delle firme per fermare questa regolamentazione per i siti di aste.

Amazon.com inaugura la sua “private label” per prodotti di elettronica

Dopo il successo del apparecchio elettronico firmato , il lettore di e-book chiamato , la decide di continuare su questa strada lanciando il suo proprio brand di prodotti elettronici: Basics.

In questa nuova categoria di prodotti acquistabili dal sito faranno parte, ad esempio, cavi HDMI, cavi Ethernet, CD e DVD vergini. La filosofia di questo nuovo marchio, infatti, consiste nell’offrire agli utenti accessori già di per sé economici a un prezzo ancora inferiore, senza andare a pestare i piedi ai produttori di elettronica di alto livello.

Da azienda che ruota attorno alle esigenze del cliente, infatti, già da tempo sta vendendo una grande varietà di prodotti ‘private label’, tra cui anche una linea di arredamento per esterni, interni e giardini. La decisione di offrire anche prodotti elettronici non fa che confermare questa filosofia aziendale, per offrire ai suoi clienti prodotti di ottima qualità a prezzi accessibili a tutti (e con regolare garanzia della durata di un anno). Guadagnandosi così, oltre a un’altra fetta di mercato, anche qualche gradino in più a livello di considerazione da parte di tutti i suoi clienti.

La Svizzera minaccia di fare causa a Google Street View

Le autorità svizzere per la tutela della minacciano di fare a per il servizio «Street View», che permette ai suoi utilizzatori di accedere virtualmente a determinati luoghi grazie a immagini fisse scattate da alcuni apparecchi posizionati sulle strade di tutto il mondo. Se il gigante americano non prenderà in considerazione, entro 30 giorni, le raccomandazioni elvetiche destinate a migliorare il rispetto della vita privata della popolazione, la Commissione per la tutela della – Swiss Federal Data Protection and Information Commission – agirà davanti al “tribunale amministrativo federale”.

L’incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza Hanspeter Thür – Swiss Federal Data Protection and Information Commissioner (FDPIC) – sostiene infatti che in alcune situazioni i volti e le targhe automobilistiche sarebbero identificabili, e accusa l’azienda di Mountain View di non avere rispettato gli itinerari stabiliti dalla legge per proteggere la dei cittadini.

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