Giustizia per Google Books
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L’ambizioso progetto della casa di Mountain View, Google Books, destinato a raccogliere e rendere disponibile on line, in formato digitale, una grande quantità di pubblicazioni in varie lingue, dopo circa 12 mesi, ritorna sotto l’attenzione della Giustizia.
Infatti, nonostante gli editori abbiano segnato la cessazione delle ostilità nei confronti del motore di ricerca , situazione costata a Google ben 125 milioni di dollari ed un accordo di “revenue sharing”, di partecipazione ai ricavi, sulle vendite future, il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti vuole verificare se non vi siano problemi di posizione dominante.
I legali vogliono essere sicuri che non vi siano clausole più o meno nascoste che permettano a Google di acquisire completamente il potere di diffusione e pubblicazione dei libri.
L’idea su cui è nato e si è sviluppato il progetto nell’ottobre 2008, prevedeva che Google avesse il diritto di mettere on line i testi e di ricavarne un guadagno facendo pagare agli utenti una fee per la consultazione di ogni singola opera oppure attraverso l’ istituzione di abbonamenti per l’accesso ad un maggior numero di libri o a intere raccolte: i ricavi sarebbero stati poi suddivisi tra autori, editori e motore di ricerca a cui sarebbe spettato circa il 37%.
Molto spesso la realtà è diversa dai fatti e così molte case editrici hanno segnalato la possibile creazione di un monopolio da parte del motore di ricerca, sopratutto per i cosidetti “orphaned books”, ovvero i libri di cui non è più possibile trovare gli autori o i cui diritti non sono stabiliti.
Non resta che attendere la sentenza definitva che il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti fornirà sulla più grande biblioteca virtuale.